Fisica · 5ª superiore

Fisica quantistica: spiegazione, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

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La spiegazione

Quando la fisica classica si rompe

Alla fine dell'Ottocento la fisica sembrava completa: meccanica, elettromagnetismo e termodinamica spiegavano quasi tutto. Ma alcuni fenomeni resistevano: lo studio della luce emessa dai corpi caldi (la radiazione di corpo nero) dava previsioni assurde, con energia infinita alle alte frequenze, la cosiddetta catastrofe ultravioletta. Il problema è che la fisica classica assumeva che l'energia potesse variare in modo continuo, come l'acqua che scorre da un rubinetto, e su questa idea i conti non tornavano. La via d'uscita richiedeva un'idea rivoluzionaria: che l'energia, in certi casi, sia fatta di pacchetti indivisibili. È da qui che nasce tutta la fisica quantistica.

I quanti di Planck e i fotoni di Einstein

Nel 1900 Max Planck risolse il problema del corpo nero ipotizzando che l'energia venga scambiata solo in pacchetti discreti, i quanti, di valore E=h⋅fE=h\cdot f, dove ff è la frequenza e h≈6,63×10−34 J⋅sh\approx 6{,}63\times10^{-34}\ \mathrm{J\cdot s} è la costante di Planck. È come se l'energia non fosse una rampa liscia ma una scala: puoi stare su un gradino o sul successivo, mai a metà. Nel 1905 Einstein spiegò l'effetto fotoelettrico (la luce che strappa elettroni da un metallo) dicendo che la luce stessa è fatta di quanti, i fotoni: ogni fotone porta energia E=h⋅fE=h\cdot f e la cede tutta a un singolo elettrone. Questo spiega perché conta il colore (la frequenza) della luce e non solo la sua intensità: sotto una certa frequenza non esce nessun elettrone, per quanto forte sia il fascio. La luce, fino ad allora considerata pura onda, mostra così un volto corpuscolare.

L'atomo di Bohr e i livelli di energia

Secondo la fisica classica un elettrone che gira attorno al nucleo dovrebbe perdere energia e precipitare in una frazione di secondo: gli atomi non potrebbero esistere. Nel 1913 Niels Bohr propose che l'elettrone possa stare solo su certe orbite permesse, a energie ben definite e quantizzate, senza irraggiare finché vi resta. L'atomo emette o assorbe luce solo quando l'elettrone salta da un livello all'altro, e l'energia del fotone è esattamente la differenza tra i due livelli, Efotone=E2−E1E_{\text{fotone}}=E_2-E_1. È come una scala in cui puoi stare solo sui gradini: per salire o scendere devi assorbire o rilasciare un pacchetto preciso di energia. Questo modello spiega perché ogni elemento emette luce solo a colori specifici, le sue righe spettrali, una vera impronta digitale.

Onda-particella e principio di indeterminazione

Se la luce può comportarsi come particella, anche le particelle possono comportarsi come onde: è il dualismo onda-particella, sancito da de Broglie con la lunghezza d'onda λ=hp\lambda=\dfrac{h}{p}, dove pp è la quantità di moto. Un elettrone non è una pallina con una traiettoria precisa, ma un'entità che a volte si manifesta come onda e a volte come corpuscolo, a seconda di come la osserviamo. Da questa natura nasce il principio di indeterminazione di Heisenberg: non puoi conoscere con precisione assoluta sia la posizione sia la velocità di una particella nello stesso istante, secondo Δx⋅Δp≥h4π\Delta x\cdot\Delta p\geq\dfrac{h}{4\pi}. Non è un limite dei nostri strumenti, ma una proprietà profonda della natura: nel mondo microscopico il caso e la probabilità sostituiscono le certezze della meccanica classica.

Le formule che servono

Energia del fotone (Planck-Einstein)
E=h f=h cλE = h\,f = \frac{h\,c}{\lambda}
Costante di Planck
h≈6,63⋅10−34 J⋅sh \approx 6{,}63 \cdot 10^{-34}\ \text{J}\cdot\text{s}
Effetto fotoelettrico (Einstein)
Ek,max=h f−W0E_{k,\text{max}} = h\,f - W_0
Frequenza di soglia
f0=W0hf_0 = \frac{W_0}{h}
Quantità di moto del fotone
p=hλ=Ecp = \frac{h}{\lambda} = \frac{E}{c}
Lunghezza d'onda di de Broglie
λ=hp=hm v\lambda = \frac{h}{p} = \frac{h}{m\,v}
Principio di indeterminazione di Heisenberg
Δx⋅Δp≥h4π\Delta x \cdot \Delta p \geq \frac{h}{4\pi}
Livelli energetici dell'atomo di idrogeno (Bohr)
En=−13,6 eVn2E_n = -\frac{13{,}6\ \text{eV}}{n^2}
Energia del fotone emesso/assorbito
h f=Ei−Efh\,f = E_i - E_f

Un esempio svolto

Esercizio Una lastra di metallo ha lavoro di estrazione W0=2,3 eVW_0 = 2{,}3\ \text{eV}. La si illumina con luce ultravioletta di lunghezza d'onda λ=250 nm\lambda = 250\ \text{nm}. Determina l'energia cinetica massima degli elettroni emessi per effetto fotoelettrico. (Usa h=6,63⋅10−34 J⋅sh = 6{,}63 \cdot 10^{-34}\ \text{J}\cdot\text{s}, c=3,0⋅108 m/sc = 3{,}0 \cdot 10^{8}\ \text{m/s}, 1 eV=1,6⋅10−19 J1\ \text{eV} = 1{,}6 \cdot 10^{-19}\ \text{J}.)

  1. Calcolo l'energia del fotone incidente con E=h cλE = \dfrac{h\,c}{\lambda}, con λ=250 nm=2,5⋅10−7 m\lambda = 250\ \text{nm} = 2{,}5 \cdot 10^{-7}\ \text{m}: E=(6,63⋅10−34)(3,0⋅108)2,5⋅10−7≈7,96⋅10−19 JE = \dfrac{(6{,}63 \cdot 10^{-34})(3{,}0 \cdot 10^{8})}{2{,}5 \cdot 10^{-7}} \approx 7{,}96 \cdot 10^{-19}\ \text{J}.
  2. Converto in elettronvolt: E=7,96⋅10−191,6⋅10−19≈4,97 eVE = \dfrac{7{,}96 \cdot 10^{-19}}{1{,}6 \cdot 10^{-19}} \approx 4{,}97\ \text{eV}.
  3. Verifico che il fotone superi il lavoro di estrazione: E=4,97 eV>W0=2,3 eVE = 4{,}97\ \text{eV} > W_0 = 2{,}3\ \text{eV}, quindi l'emissione avviene.
  4. Applico l'equazione di Einstein Ek,max=h f−W0=E−W0E_{k,\text{max}} = h\,f - W_0 = E - W_0: Ek,max=4,97 eV−2,3 eV=2,67 eVE_{k,\text{max}} = 4{,}97\ \text{eV} - 2{,}3\ \text{eV} = 2{,}67\ \text{eV}.
  5. Esprimo il risultato anche in joule: Ek,max=2,67⋅1,6⋅10−19≈4,3⋅10−19 JE_{k,\text{max}} = 2{,}67 \cdot 1{,}6 \cdot 10^{-19} \approx 4{,}3 \cdot 10^{-19}\ \text{J}.

Risultato L'energia cinetica massima degli elettroni emessi è Ek,max≈2,7 eV≈4,3⋅10−19 JE_{k,\text{max}} \approx 2{,}7\ \text{eV} \approx 4{,}3 \cdot 10^{-19}\ \text{J}.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di fisica quantistica è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Quando la fisica classica si rompe
  2. I quanti di Planck e i fotoni di Einstein
  3. L'atomo di Bohr e i livelli di energia
  4. Onda-particella e principio di indeterminazione

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