Matematica · 5ª superiore

Equazioni differenziali: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di equazioni differenziali con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Che cos'è un'equazione differenziale

Un'equazione differenziale è un'equazione in cui l'incognita non è un numero ma una funzione, e nell'equazione compaiono le sue derivate. È il linguaggio con cui la natura descrive il cambiamento: di un fenomeno quasi sempre sappiamo come varia, non quanto vale.

Finora le equazioni avevano per incognita un numero: x2−5x+6=0x^2-5x+6=0 chiede «quale numero?». Un'equazione differenziale cambia domanda: l'incognita è una funzione y(x)y(x) e nell'equazione compaiono le sue derivate. y′=2yy'=2y chiede «quale funzione ha derivata doppia di sé stessa?».

Perché la natura parla così. Di un fenomeno raramente conosciamo la legge y(t)y(t); conosciamo invece come cambia istante per istante, e il cambiamento dipende dallo stato attuale. Una colonia di batteri cresce tanto più in fretta quanti più batteri ci sono: N′=kNN'=kN. Un caffè si raffredda tanto più in fretta quanto è più caldo dell'aria: T′=−k(T−Ta)T'=-k(T-T_a). La velocità di variazione è scritta in funzione dello stato: questa è un'equazione differenziale. Risolverla vuol dire ricostruire la storia intera y(t)y(t) a partire dalla regola locale.

Ordine. È l'ordine della derivata più alta. y′=kyy'=ky è del primo ordine; y′′=−ω2yy''=-\omega^2 y (l'oscillatore della sezione 4) è del secondo. L'ordine conta perché dice quante costanti libere avrà la soluzione.

Soluzione generale e particolare. Risolvere y′=2yy'=2y non dà una funzione sola ma una famiglia: y=Ce2xy=Ce^{2x} per ogni CC reale. Verifica per sostituzione: y′=2Ce2x=2yy'=2Ce^{2x}=2y, vero qualunque sia CC. La famiglia è la soluzione generale; fissare CC dà una soluzione particolare. Regola: una costante per ogni ordine, perché ogni derivata cancella una costante e per risalire si integra una volta per ordine.

Problema di Cauchy. Per scegliere la curva giusta servono le condizioni iniziali: per il primo ordine basta y(x0)=y0y(x_0)=y_0; per il secondo ne servono due, di solito posizione e velocità iniziali, y(0)=y0y(0)=y_0 e y′(0)=v0y'(0)=v_0. Ha senso fisico: la traiettoria di un sasso dipende da dove lo lancio e con quale velocità. Con y′=2yy'=2y e y(0)=3y(0)=3: 3=Ce0=C3=Ce^0=C, quindi y=3e2xy=3e^{2x}.

Il caso più semplice: y′=f(x)y'=f(x). Se la derivata dipende solo da xx, l'equazione è una richiesta di primitiva:

y=∫f(x) dx+Cy=\int f(x)\,dx + C

Tutte le primitive, non una sola: ecco di nuovo la costante. L'integrale indefinito è la prima equazione differenziale che hai risolto senza saperlo.

Campo di direzioni. Un'equazione y′=F(x,y)y'=F(x,y) si può vedere prima di risolverla: in ogni punto (x,y)(x,y) del piano assegna una pendenza F(x,y)F(x,y). Disegna in ogni punto un segmentino con quella pendenza: è il campo di direzioni. Le soluzioni sono le curve che in ogni punto seguono le frecce. Per y′=2yy'=2y le frecce sono orizzontali sull'asse xx e sempre più ripide allontanandosi: le esponenziali le seguono.

Esistenza e unicità. Se FF è abbastanza regolare, per ogni punto passa una e una sola soluzione. Due soluzioni non si incrociano mai: nel punto di incrocio l'equazione dovrebbe dare due pendenze diverse, impossibile. È questo che rende il problema di Cauchy ben posto: la condizione iniziale determina tutto il futuro.

Le formule che servono

Integrazione diretta
y′=f(x)  ⇒  y=∫f(x) dx+Cy'=f(x)\;\Rightarrow\; y=\int f(x)\,dx+C
Variabili separabili
y′=f(x) g(y)  ⇒  ∫dyg(y)=∫f(x) dxy'=f(x)\,g(y)\;\Rightarrow\;\int\frac{dy}{g(y)}=\int f(x)\,dx
Crescita e decadimento esponenziale
y′=ky  ⇒  y=Cekxy'=ky\;\Rightarrow\; y=Ce^{kx}
Raffreddamento di Newton (k<0)
T′=k (T−Ta)  ⇒  T=Ta+CektT'=k\,(T-T_a)\;\Rightarrow\; T=T_a+Ce^{kt}
Logistica (cenno)
y′=ky(1−yK)  ⇒  y=K1+Ae−kty'=ky\left(1-\frac{y}{K}\right)\;\Rightarrow\; y=\frac{K}{1+Ae^{-kt}}
Lineare: fattore integrante
μ(x)=e∫a(x) dx,(μy)′=μ b(x)\mu(x)=e^{\int a(x)\,dx},\qquad (\mu y)'=\mu\,b(x)
Lineare: soluzione generale
y=e−∫a dx(∫b e∫a dx dx+C)y=e^{-\int a\,dx}\left(\int b\,e^{\int a\,dx}\,dx+C\right)
Lineare a coefficienti costanti
y′+ay=b  ⇒  y=Ce−ax+ba(a≠0)y'+ay=b\;\Rightarrow\; y=Ce^{-ax}+\frac{b}{a}\quad(a\neq 0)
Equazione caratteristica
y′′+by′+cy=0  ⇒  λ2+bλ+c=0,Δ=b2−4cy''+by'+cy=0\;\Rightarrow\;\lambda^2+b\lambda+c=0,\quad\Delta=b^2-4c
Δ>0: due radici reali distinte
y=C1eλ1x+C2eλ2xy=C_1e^{\lambda_1x}+C_2e^{\lambda_2x}
Δ=0: radice doppia
y=(C1+C2x) eλx,λ=−b2y=(C_1+C_2x)\,e^{\lambda x},\quad\lambda=-\frac{b}{2}
Δ<0: radici complesse α±iβ
y=eαx(C1cos⁡βx+C2sin⁡βx),α=−b2,  β=−Δ2y=e^{\alpha x}\left(C_1\cos\beta x+C_2\sin\beta x\right),\quad\alpha=-\frac{b}{2},\;\beta=\frac{\sqrt{-\Delta}}{2}
Oscillatore armonico
y′′=−ω2y  ⇒  y=Acos⁡(ωt+φ)y''=-\omega^2y\;\Rightarrow\; y=A\cos(\omega t+\varphi)
Moto uniformemente accelerato
y′′=a  ⇒  y=12at2+v0t+y0y''=a\;\Rightarrow\; y=\frac{1}{2}at^2+v_0t+y_0
Caduta con resistenza del mezzo
v′=g−kmv  ⇒  v=mgk+Ce−kmtv'=g-\frac{k}{m}v\;\Rightarrow\; v=\frac{mg}{k}+Ce^{-\frac{k}{m}t}
Velocità limite (con v(0)=0)
v(t)=mgk(1−e−kmt),v∞=mgkv(t)=\frac{mg}{k}\left(1-e^{-\frac{k}{m}t}\right),\qquad v_{\infty}=\frac{mg}{k}

Un esempio svolto

Esercizio Risolvi il problema di Cauchy y′′+y′−6y=0y''+y'-6y=0 con y(0)=1y(0)=1 e y′(0)=−8y'(0)=-8: trova la soluzione generale, poi quella particolare, e verificala derivando.

  1. Cerco soluzioni del tipo y=eλxy=e^{\lambda x}: sostituendo e dividendo per eλxe^{\lambda x} ottengo l'equazione caratteristica λ2+λ−6=0\lambda^2+\lambda-6=0, con Δ=1+24=25>0\Delta=1+24=25>0: λ1=2\lambda_1=2, λ2=−3\lambda_2=-3.
  2. Due radici reali distinte, quindi la soluzione generale è y=C1e2x+C2e−3xy=C_1e^{2x}+C_2e^{-3x}, con derivata y′=2C1e2x−3C2e−3xy'=2C_1e^{2x}-3C_2e^{-3x}.
  3. Impongo le condizioni iniziali in x=0x=0: y(0)=C1+C2=1y(0)=C_1+C_2=1 e y′(0)=2C1−3C2=−8y'(0)=2C_1-3C_2=-8.
  4. Dalla prima C1=1−C2C_1=1-C_2; nella seconda: 2−2C2−3C2=−82-2C_2-3C_2=-8, cioè −5C2=−10-5C_2=-10, quindi C2=2C_2=2 e C1=−1C_1=-1.
  5. Soluzione particolare: y=−e2x+2e−3xy=-e^{2x}+2e^{-3x}.

Risultato y=−e2x+2e−3xy=-e^{2x}+2e^{-3x}. Verifica: y′=−2e2x−6e−3xy'=-2e^{2x}-6e^{-3x}, y′′=−4e2x+18e−3xy''=-4e^{2x}+18e^{-3x}, quindi y′′+y′−6y=(−4−2+6)e2x+(18−6−12)e−3x=0y''+y'-6y=(-4-2+6)e^{2x}+(18-6-12)e^{-3x}=0; inoltre y(0)=−1+2=1y(0)=-1+2=1 e y′(0)=−2−6=−8y'(0)=-2-6=-8. Tutto torna.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Credere che la soluzione sia un numero. In realtà è una funzione y(x)y(x), e la verifica si fa derivando e sostituendo nell'equazione.
  • Credere che dydy e dxdx siano numeri da spostare a piacere. In realtà separare è la regola della catena travestita: usala sapendo perché.
  • Credere che «lineare» riguardi la xx. In realtà riguarda yy e y′y': y′+x2y=exy'+x^2y=e^x è lineare, y′=y2y'=y^2 no, e nemmeno y′=sin⁡yy'=\sin y.
  • Credere che con Δ=0\Delta=0 basti CeλxCe^{\lambda x}. In realtà servono due costanti, e xeλxxe^{\lambda x} va bene: y=(C1+C2x)eλxy=(C_1+C_2x)e^{\lambda x}.
  • Tradurre «si raffredda in proporzione alla temperatura» con T′=−kTT'=-kT. In realtà la proporzionalità è allo scarto dall'ambiente, T′=−k(T−Ta)T'=-k(T-T_a): altrimenti il modello manda il caffè a 00 °C, in una stanza che sta a 20 °C.
  • Credere che y′=2yy'=2y abbia una sola soluzione. In realtà ne ha infinite, y=Ce2xy=Ce^{2x}: serve la condizione iniziale per sceglierne una.
  • Credere che dividere per g(y)g(y) sia sempre lecito. In realtà dove g(y)=0g(y)=0 si perdono le soluzioni costanti, spesso proprio gli equilibri.
  • Credere che nel fattore integrante serva la costante, eA(x)+ce^{A(x)+c}. In realtà ece^c si semplifica: la CC compare solo dopo l'integrazione.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di equazioni differenziali è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Che cos'è un'equazione differenzialeL'incognita è una funzione che compare con le sue derivate: serve perché le leggi della natura dicono come una grandezza cambia, non quanto vale.
  2. Variabili separabili e modelli di crescitaSe la derivata è il prodotto di una funzione di xx e una di yy, l'equazione si smonta: tutto ciò che riguarda yy da una parte, tutto ciò che riguarda xx dall'altra, e si integra. È il metodo dietro crescita esponenziale, decadimento radioattivo, raffreddamento e popolazioni che si saturano.
  3. Equazioni lineari del primo ordineUn'equazione è lineare del primo ordine se yy e y′y' compaiono «al primo grado»: y′+a(x) y=b(x)y'+a(x)\,y=b(x). Spesso non è separabile, ma un trucco la risolve sempre: moltiplicarla per un fattore che rende il primo membro la derivata di un prodotto. È l'equazione del circuito RC e del paracadutista.
  4. Secondo ordine a coefficienti costanti e la legge di NewtonLa legge di Newton F=maF=ma è un'equazione del secondo ordine: lega l'accelerazione x′′x'' alla posizione. Per y′′+by′+cy=0y''+by'+cy=0 il tentativo giusto è y=eλxy=e^{\lambda x}, che la trasforma in un'equazione di secondo grado. Da lì escono il moto uniformemente accelerato, l'oscillatore armonico e le oscillazioni smorzate.
  5. Dal fenomeno all'equazione: modellizzareNelle sezioni precedenti l'equazione ti è sempre arrivata già scritta: il tuo lavoro era risolverla. Fuori dall'esercizio non funziona così. Hai una frase in italiano — «i contagi crescono in proporzione a quanti sono già malati» — oppure una tabella di misure, e l'equazione devi produrla tu. Questa sezione riguarda quel passaggio e la domanda che viene subito dopo: fino a che punto ci si può fidare dell'equazione che hai scritto.

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