Matematica · 5ª superiore

Distribuzioni di probabilità: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di distribuzioni di probabilità con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Variabili aleatorie discrete: distribuzione, media, varianza

Una variabile aleatoria trasforma un esperimento in numeri: a ogni esito associa un valore. Qui impari a descriverla con la distribuzione, a riassumerla con media e varianza e a capire perché la «speranza matematica» dice chi vince davvero, a lungo andare, in una lotteria o al casinò.

Lancia due dadi e guarda la somma. L'esito dell'esperimento è una coppia come (3,5)(3,5), ma ciò che ti interessa è un numero: 8. Una variabile aleatoria è esattamente questo: una regola che associa un numero a ogni esito. La indichiamo con XX: prima del lancio non sappiamo quale valore prenderà, ma sappiamo con quale probabilità prende ciascuno.

La distribuzione di probabilità è la tabella che elenca i valori possibili xix_i con le rispettive probabilità pi=P(X=xi)p_i=P(X=x_i). Per la somma di due dadi i valori vanno da 2 a 12: P(X=2)=1/36P(X=2)=1/36, P(X=7)=6/36P(X=7)=6/36, P(X=12)=1/36P(X=12)=1/36. Due controlli: ogni pi≥0p_i\ge 0 e ∑pi=1\sum p_i=1, perché qualche valore deve uscire per forza. La funzione di ripartizione F(x)=P(X≤x)F(x)=P(X\le x) accumula queste probabilità: è una scala che sale da 0 a 1 e risponde a domande come «qual è la probabilità di fare al massimo 4?» (F(4)=6/36F(4)=6/36).

Ora il cuore: valore atteso o media μ=E[X]=∑xipi\mu=E[X]=\sum x_i p_i. Perché proprio questa formula? Immagina di ripetere il lancio NN volte, con NN enorme. Il valore xix_i esce circa NpiN p_i volte, perché le frequenze relative si avvicinano alle probabilità. La media aritmetica dei risultati è allora 1N∑xi (Npi)=∑xipi\frac{1}{N}\sum x_i\,(N p_i)=\sum x_i p_i. Quindi E[X]E[X] è la media pesata a lungo andare: non è il valore «che ti aspetti al prossimo lancio», ma ciò a cui tende la media di molte ripetizioni.

La media da sola nasconde troppo: due lotterie possono avere la stessa μ\mu e rischi completamente diversi. La varianza misura quanto i valori si disperdono attorno alla media:

σ2=Var⁡(X)=∑(xi−μ)2pi=E[X2]−μ2\sigma^2=\operatorname{Var}(X)=\sum (x_i-\mu)^2 p_i=E[X^2]-\mu^2

Si eleva al quadrato perché gli scarti xi−μx_i-\mu pesati con le pip_i sommano sempre a 0: i positivi cancellano i negativi. La seconda forma si ottiene sviluppando il quadrato ed è più comoda nei conti. La deviazione standard σ=σ2\sigma=\sqrt{\sigma^2} riporta la misura nell'unità di XX: è «di quanto XX si allontana tipicamente» dalla media.

Due proprietà da capire, non da imparare: E[aX+b]=aE[X]+bE[aX+b]=aE[X]+b e Var⁡(aX+b)=a2Var⁡(X)\operatorname{Var}(aX+b)=a^2\operatorname{Var}(X). Aggiungere bb sposta tutti i valori in blocco: la media si sposta, ma le distanze reciproche no, quindi la dispersione resta identica. Moltiplicare per aa dilata gli scarti di aa, e i loro quadrati di a2a^2. Con due variabili, la media della somma è sempre la somma delle medie, E[X+Y]=E[X]+E[Y]E[X+Y]=E[X]+E[Y]; per la varianza vale Var⁡(X+Y)=Var⁡(X)+Var⁡(Y)\operatorname{Var}(X+Y)=\operatorname{Var}(X)+\operatorname{Var}(Y) se XX e YY sono indipendenti: se fossero legate la formula in generale non vale più (ad esempio con Y=XY=X la dispersione crescerebbe di più).

Applicazione: un gioco è equo quando il guadagno netto ha valore atteso zero. Nei giochi d'azzardo la speranza matematica del giocatore è sempre negativa: ogni euro puntato alla roulette europea «rende» in media circa −0,027-0{,}027 euro, perché lo zero sbilancia le probabilità a favore del banco. Nessuna strategia cambia E[X]E[X]: cambia solo la varianza, cioè quanto in fretta perdi.

Le formule che servono

Valore atteso (media)
E[X]=μ=∑ixi piE[X]=\mu=\sum_i x_i\,p_i
Varianza
Var⁡(X)=σ2=∑i(xi−μ)2pi=E[X2]−μ2\operatorname{Var}(X)=\sigma^2=\sum_i (x_i-\mu)^2 p_i=E[X^2]-\mu^2
Deviazione standard
σ=Var⁡(X)\sigma=\sqrt{\operatorname{Var}(X)}
Funzione di ripartizione
F(x)=P(X≤x)F(x)=P(X\le x)
Media e varianza di aX+b
E[aX+b]=aE[X]+b,Var⁡(aX+b)=a2Var⁡(X)E[aX+b]=aE[X]+b,\qquad \operatorname{Var}(aX+b)=a^2\operatorname{Var}(X)
Binomiale B(n,p)
P(X=k)=(nk)pkqn−k,q=1−p,μ=np,σ2=npqP(X=k)=\binom{n}{k}p^k q^{n-k},\quad q=1-p,\quad \mu=np,\quad \sigma^2=npq
Poisson P(λ)
P(X=k)=e−λλkk!,μ=σ2=λP(X=k)=e^{-\lambda}\frac{\lambda^k}{k!},\quad \mu=\sigma^2=\lambda
Poisson come limite della binomiale
n→∞, p→0, np=λ ⇒ B(n,p)≈P(λ)n\to\infty,\ p\to 0,\ np=\lambda\ \Rightarrow\ B(n,p)\approx P(\lambda)
Geometrica (primo successo alla prova k)
P(X=k)=qk−1p,μ=1pP(X=k)=q^{k-1}p,\quad \mu=\frac{1}{p}
Variabile continua: densità e area
P(a≤X≤b)=∫abf(x) dx,∫−∞+∞f(x) dx=1P(a\le X\le b)=\int_a^b f(x)\,dx,\quad \int_{-\infty}^{+\infty} f(x)\,dx=1
Densità normale N(μ,σ)
f(x)=1σ2π e−(x−μ)22σ2f(x)=\frac{1}{\sigma\sqrt{2\pi}}\,e^{-\frac{(x-\mu)^2}{2\sigma^2}}
Standardizzazione
z=x−μσ,P(X≤x)=Φ(z)z=\frac{x-\mu}{\sigma},\qquad P(X\le x)=\Phi(z)
Simmetria della normale standard
Φ(−z)=1−Φ(z)\Phi(-z)=1-\Phi(z)
Regola 68-95-99,7
P(μ−σ≤X≤μ+σ)≈0,68,P(μ−2σ≤X≤μ+2σ)≈0,95,P(μ−3σ≤X≤μ+3σ)≈0,997P(\mu-\sigma\le X\le\mu+\sigma)\approx 0{,}68,\quad P(\mu-2\sigma\le X\le\mu+2\sigma)\approx 0{,}95,\quad P(\mu-3\sigma\le X\le\mu+3\sigma)\approx 0{,}997
Approssimazione normale della binomiale
B(n,p)≈N(np, npq)(np≥5, nq≥5)B(n,p)\approx N\left(np,\ \sqrt{npq}\right)\quad (np\ge 5,\ nq\ge 5)
Errore standard della media campionaria
σXˉ=σn\sigma_{\bar{X}}=\frac{\sigma}{\sqrt{n}}

Un esempio svolto

Esercizio Un test ha 10 domande a risposta multipla con 5 opzioni ciascuna. Uno studente risponde a caso. Qual è la probabilità che indovini almeno 2 risposte? Calcola anche media e deviazione standard.

  1. Modello: 10 prove indipendenti, ciascuna con successo p=15=0,2p=\frac{1}{5}=0{,}2 e q=0,8q=0{,}8: X∼B(10; 0,2)X\sim B(10;\,0{,}2). La domanda è P(X≥2)P(X\ge 2).
  2. Complementare: P(X≥2)=1−P(X=0)−P(X=1)P(X\ge 2)=1-P(X=0)-P(X=1), due termini invece di nove.
  3. P(X=0)=(100) 0,20⋅0,810=0,810≈0,1074P(X=0)=\binom{10}{0}\,0{,}2^0\cdot 0{,}8^{10}=0{,}8^{10}\approx 0{,}1074.
  4. P(X=1)=(101) 0,2⋅0,89=10⋅0,2⋅0,1342≈0,2684P(X=1)=\binom{10}{1}\,0{,}2\cdot 0{,}8^{9}=10\cdot 0{,}2\cdot 0{,}1342\approx 0{,}2684.
  5. P(X≥2)=1−0,1074−0,2684=0,6242P(X\ge 2)=1-0{,}1074-0{,}2684=0{,}6242.
  6. Media μ=np=10⋅0,2=2\mu=np=10\cdot 0{,}2=2 risposte giuste; varianza npq=10⋅0,2⋅0,8=1,6npq=10\cdot 0{,}2\cdot 0{,}8=1{,}6, quindi σ=1,6≈1,26\sigma=\sqrt{1{,}6}\approx 1{,}26.

Risultato P(X≥2)≈0,6242P(X\ge 2)\approx 0{,}6242 (circa il 62 %); μ=2\mu=2, σ≈1,2649\sigma\approx 1{,}2649.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Credere che E[X]E[X] sia il valore più probabile. In realtà è la media a lungo andare: per un dado vale 3,5, un numero che non esce mai.
  • Credere che bastino due esiti per la binomiale. In realtà servono prove indipendenti e pp costante: senza reimmissione è ipergeometrica.
  • Credere che λ resti lo stesso qualunque sia l'intervallo. In realtà λ è una media per unità di tempo: in 2 ore diventa 2λ, in mezz'ora λ/2.
  • Credere che P(X = 175) sia la densità f(175). In realtà per una variabile continua ogni singolo punto ha probabilità 0: conta solo l'area.
  • Credere che la varianza abbia la stessa unità di XX. In realtà è al quadrato: per confrontarla con i valori usa σ=σ2\sigma=\sqrt{\sigma^2}.
  • Credere che P(X=k)=pkqn−kP(X=k)=p^kq^{n-k}. In realtà quella è la probabilità di UNA sequenza: va moltiplicata per le (nk)\binom{n}{k} sequenze.
  • Credere che «almeno 1» si calcoli sommando P(1)+P(2)+… In realtà la somma è infinita: usa il complementare, 1 − P(X=0) = 1 − e^(−λ).
  • Credere che la tavola dia P(Z ≥ z). In realtà Φ(z) è l'area a SINISTRA di z: per la coda destra serve 1 − Φ(z), per z negativi la simmetria.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di distribuzioni di probabilità è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Variabili aleatorie discrete: distribuzione, media, varianzaUna variabile aleatoria traduce un esperimento in numeri: la distribuzione dice quanto pesa ogni valore, media e varianza dicono dove sta e quanto oscilla.
  2. Schema di Bernoulli e distribuzione binomialeTiri una moneta dieci volte: quante teste? Lo schema di Bernoulli descrive ogni esperimento fatto di prove indipendenti con due soli esiti, e la distribuzione binomiale dice con quale probabilità ottieni esattamente kk successi su nn. Qui capisci da dove nasce la formula, invece di impararla a memoria.
  3. La distribuzione di Poisson: gli eventi rariQuante telefonate arrivano a un centralino in un'ora? Quanti refusi ci sono in una pagina? Sono eventi rari e indipendenti, che capitano «a caso» con un ritmo medio. La distribuzione di Poisson li descrive con un solo numero, λ, e nasce dalla binomiale quando le prove sono tantissime e ogni successo è improbabile.
  4. Variabili continue e distribuzione normaleUn'altezza, un errore di misura, il peso di una confezione: sono variabili che possono assumere qualsiasi valore in un intervallo, non solo numeri interi. Per loro la probabilità non è una somma ma un'area sotto una curva. La più importante è la campana di Gauss: bastano centro e larghezza per rispondere a quasi tutto.

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Ora prova tu.

Un esercizio vero di distribuzioni di probabilità, corretto un passo alla volta.

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