Matematica · 5ª superiore

Derivate: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di derivate con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Velocità di variazione: dal rapporto incrementale alla derivata

Sai già calcolare una derivata con le regole; qui scopri che cosa stai calcolando. La derivata nasce da una domanda concreta: quanto in fretta cambia una grandezza in un istante? La risposta passa per il rapporto incrementale, che è una velocità media, e per il limite che la trasforma in velocità istantanea.

Velocità media e rapporto incrementale. Un'auto percorre 150 km in 2 ore: velocità media 75 km/h. Non dice quanto andava alle 10:37, dice quanto spazio ha coperto in media per ogni ora. Lo schema vale per qualunque grandezza y=f(x)y=f(x): se xx passa da x0x_0 a x0+hx_0+h, la variazione è Δy=f(x0+h)−f(x0)\Delta y=f(x_0+h)-f(x_0) e il rapporto incrementale ΔyΔx=f(x0+h)−f(x0)h\frac{\Delta y}{\Delta x}=\frac{f(x_0+h)-f(x_0)}{h} è il tasso medio di variazione: quanto cambia yy per ogni unità di xx in quel tratto. Una popolazione che passa da 1000 a 1300 individui in 3 anni cresce in media di 100 individui l'anno. Sul grafico è la pendenza della secante per (x0,f(x0))(x_0,f(x_0)) e (x0+h,f(x0+h))(x_0+h,f(x_0+h)): la stessa formula della pendenza di una retta.

Il problema: l'istante. Una media non descrive un istante: in quelle 2 ore l'auto ha anche frenato e accelerato. Ma dividere per un intervallo nullo è impossibile, 0/00/0 non ha senso. L'idea di Newton e Leibniz aggira l'ostacolo: calcola la velocità media su intervalli sempre più piccoli e guarda dove tende. Se i valori si stabilizzano, quel numero è la velocità istantanea. In simboli è un limite:

f′(x0)=lim⁡h→0f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0)=\lim_{h\to 0}\frac{f(x_0+h)-f(x_0)}{h}

La derivata in x0x_0 è questo limite, quando esiste finito. Non è una divisione per zero: hh non è mai zero, si avvicina a zero, e il rapporto ha un valore preciso per ogni h≠0h\neq 0.

Un calcolo dalla definizione. Prendi f(x)=x2f(x)=x^2 in un generico x0x_0. Rapporto incrementale: (x0+h)2−x02h=2x0h+h2h=2x0+h\frac{(x_0+h)^2-x_0^2}{h}=\frac{2x_0h+h^2}{h}=2x_0+h. Dividere per hh è lecito perché h≠0h\neq 0, e la semplificazione scioglie proprio la forma 0/00/0. Ora h→0h\to 0: il limite è 2x02x_0. Ecco da dove viene la regola D[x2]=2xD[x^2]=2x: non è un dogma, è il risultato di questo limite. Le altre regole nascono allo stesso modo (sezione «Le regole di derivazione e il loro perché»).

Significato fisico. Se s(t)s(t) è la posizione, s′(t)s'(t) è la velocità istantanea; derivando ancora, v′(t)=a(t)v'(t)=a(t) è l'accelerazione. Se q(t)q(t) è la carica passata attraverso una sezione del filo, i=dqdti=\frac{dq}{dt} è l'intensità di corrente. La domanda è sempre la stessa: a che ritmo sta cambiando questa grandezza adesso. Le unità lo ricordano: derivare metri rispetto a secondi dà m/s, coulomb rispetto a secondi dà ampere.

Le notazioni. f′(x)f'(x) (Lagrange) è compatta; y˙\dot{y} (Newton) si usa in fisica quando la variabile è il tempo; dydx\frac{dy}{dx} (Leibniz) è la più parlante: è ΔyΔx\frac{\Delta y}{\Delta x} con le lettere cambiate per ricordare che sei passato al limite. Non è una frazione: dydy e dxdx da soli non sono numeri, e dydx\frac{dy}{dx} è un simbolo unico. Però si comporta come una frazione in modo utile: la regola della catena dydx=dydu⋅dudx\frac{dy}{dx}=\frac{dy}{du}\cdot\frac{du}{dx} sembra una semplificazione di dudu, e dqdt\frac{dq}{dt} dice subito che l'unità è coulomb al secondo. Usala come promemoria, non come licenza per dividere.

Le formule che servono

Definizione (rapporto incrementale)
f′(x0)=lim⁡h→0f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0)=\lim_{h\to 0}\frac{f(x_0+h)-f(x_0)}{h}
Derivata della potenza
D[xn]=n xn−1D[x^n]=n\,x^{n-1}
Regola del prodotto
D[f⋅g]=f′ g+f g′D[f\cdot g]=f'\,g+f\,g'
Regola del quoziente
D ⁣[fg]=f′ g−f g′g2D\!\left[\frac{f}{g}\right]=\frac{f'\,g-f\,g'}{g^{2}}
Regola della catena
D[f(g(x))]=f′(g(x))⋅g′(x)D\big[f(g(x))\big]=f'(g(x))\cdot g'(x)
Derivate goniometriche
D[sin⁡x]=cos⁡x,D[cos⁡x]=−sin⁡xD[\sin x]=\cos x,\qquad D[\cos x]=-\sin x
Esponenziale e logaritmo
D[ex]=ex,D[ln⁡x]=1xD[e^{x}]=e^{x},\qquad D[\ln x]=\frac{1}{x}
Retta tangente in un punto
y=f(x0)+f′(x0) (x−x0)y=f(x_0)+f'(x_0)\,(x-x_0)

Un esempio svolto

Esercizio Calcola la derivata della funzione f(x)=x3cos⁡xf(x)=x^3\cos x e scrivi l'equazione della retta tangente al suo grafico nel punto di ascissa x0=0x_0=0.

  1. La funzione e un prodotto: applico la regola del prodotto D[f⋅g]=f′g+fg′D[f\cdot g]=f'g+fg' con f(x)=x3f(x)=x^3 e g(x)=cos⁡xg(x)=\cos x.
  2. Calcolo le derivate dei fattori: D[x3]=3x2D[x^3]=3x^2 e D[cos⁡x]=−sin⁡xD[\cos x]=-\sin x.
  3. Sostituisco: f′(x)=3x2⋅cos⁡x+x3⋅(−sin⁡x)=3x2cos⁡x−x3sin⁡xf'(x)=3x^2\cdot\cos x + x^3\cdot(-\sin x)=3x^2\cos x - x^3\sin x.
  4. Valuto in x0=0x_0=0: f(0)=03cos⁡0=0f(0)=0^3\cos 0=0 e f′(0)=3⋅02cos⁡0−03sin⁡0=0f'(0)=3\cdot0^2\cos 0 - 0^3\sin 0=0.
  5. La retta tangente e y=f(0)+f′(0)(x−0)=0+0⋅xy=f(0)+f'(0)(x-0)=0+0\cdot x, cioe y=0y=0.

Risultato f′(x)=3x2cos⁡x−x3sin⁡xf'(x)=3x^2\cos x - x^3\sin x; la retta tangente in x0=0x_0=0 e y=0y=0 (l'asse xx).

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Credere che la derivata sia una divisione per zero. In realtà hh non è mai zero: si semplifica il rapporto e solo dopo si passa al limite.
  • Credere che tangente = «tocca in un solo punto». In realtà è il limite delle secanti: x=0x=0 tocca y=x2y=x^2 solo in OO ma non è tangente.
  • Credere che (fg)′=f′g′(fg)'=f'g'. In realtà il rettangolo cresce su due lati: (fg)′=f′g+fg′(fg)'=f'g+fg'. Prova con f=g=xf=g=x: 1⋅1≠2x1\cdot1\ne2x.
  • Credere che f′(x0)=0f'(x_0)=0 basti per un estremo. In realtà x3x^3 in 00 ha derivata nulla e continua a salire: serve che f′f' cambi segno.
  • Credere che velocità media e istantanea coincidano. In realtà la media dipende dall'intervallo; l'istantanea è il suo limite per h→0h\to 0.
  • Credere che continua implichi derivabile. In realtà vale il contrario: ∣x∣|x| è continua in 00 ma le derivate laterali sono −1-1 e 11.
  • Credere che (2x)′=x⋅2x−1(2^x)'=x\cdot2^{x-1}. In realtà la regola della potenza vuole l'esponente fisso; qui è fissa la base, e (2x)′=2xln⁡2(2^x)'=2^x\ln2.
  • Credere che f′′(x0)=0f''(x_0)=0 significhi flesso. In realtà x4x^4 in 00 ha f′′=0f''=0 ed è un minimo: il flesso richiede che f′′f'' cambi segno.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di derivate è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Velocità di variazione: dal rapporto incrementale alla derivataLa derivata è una velocità di variazione: Δy/Δx\Delta y/\Delta x dice quanto ff cambia in media, il limite per h→0h\to 0 quanto cambia in quell'istante.
  2. Retta tangente, derivabilità e punti di non derivabilitàLa tangente non è «la retta che tocca la curva in un punto»: quella definizione fallisce subito. È la retta limite delle secanti, e la sua pendenza è la derivata. Da qui capisci quando una funzione è derivabile, perché essere continua non basta, e che forma hanno i punti in cui la tangente manca.
  3. Le regole di derivazione e il loro perchéSai già applicare le regole: potenza, prodotto, quoziente, catena. Ma una regola imparata a memoria si dimentica o si confonde, e (fg)′=f′g′(fg)'=f'g' è l'errore più diffuso dell'anno. Qui vedi da dove viene ciascuna regola: tutte discendono dalla definizione, e quasi tutte da un'unica idea.
  4. La derivata racconta la funzione: monotonia, estremi, concavitàFinora hai calcolato derivate. Ora le leggi: il segno di f′f' dice dove la funzione sale, i suoi zeri dove può fermarsi, f′′f'' come si piega. Con queste tre letture un'espressione diventa un grafico, e una variazione piccola si stima senza calcolatrice. È il ponte verso lo studio di funzione.

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