Matematica · 5ª superiore
Geometria analitica nello spazio: come si fa, formule ed esempio svolto
Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.
Da dove si parte
Coordinate e vettori nello spazio
Nel piano bastavano due numeri per fissare un punto; nello spazio ne servono tre. Distanze, punti medi, vettori e angoli sono la stessa geometria analitica che già conosci, con una coordinata in più. La novità vera è il prodotto scalare: un numero che dice quanto due direzioni vanno d'accordo.
La terna . Mettiti nell'angolo di una stanza: dove due pareti incontrano il pavimento c'è l'origine . Lo spigolo lungo una parete è l'asse , quello lungo l'altra è l'asse , lo spigolo verticale è l'asse . I tre assi sono a due a due perpendicolari e la terna è orientata con la regola della mano destra: se le dita si chiudono da verso , il pollice indica . A due a due gli assi individuano i piani coordinati: il pavimento è il piano (), le pareti sono i piani () e ().
Un punto = tre numeri. significa: cammina lungo la prima parete, lungo la seconda, sali di . Una lampadina in : 3 m lungo una parete, 4 lungo l'altra, 2 da terra.
Distanza: Pitagora due volte. Quanto è lunga la diagonale di una scatola di spigoli ? Prima la diagonale del fondo, ; poi questa e l'altezza formano un altro triangolo rettangolo: la diagonale vera è . Due punti qualsiasi sono vertici opposti di una scatola con spigoli , , : da qui la formula della distanza. Il punto medio è la media di ciascuna coordinata, come nel piano.
Vettori per componenti. Un vettore è uno spostamento: dice di quanto ci si muove lungo ciascun asse. Il vettore da a è , coordinata per coordinata; il suo modulo è la distanza appena vista. Somma e prodotto per uno scalare si fanno componente per componente: è «uno spostamento, poi l'altro», lo stesso spostamento allungato di (ribaltato se ). Da qui: due vettori sono paralleli se uno è multiplo dell'altro, , cioè se le componenti sono proporzionali.
Prodotto scalare: quanto due direzioni vanno d'accordo. è un numero, non un vettore, e vale anche , con l'angolo tra i due. Il perché: nel triangolo di lati , , scrivi in due modi, con Carnot e per componenti: i quadrati si semplificano e resta proprio quell'uguaglianza. Il segno racconta tutto: positivo se le direzioni sono concordi, negativo se discordi, zero se perpendicolari (): , il criterio che userai di continuo, senza calcolare angoli. E se l'angolo serve:
Prodotto vettoriale. A volte serve il contrario: costruire un vettore perpendicolare a due vettori dati. È il prodotto vettoriale . Verifica pure che il suo prodotto scalare con e con fa zero; il suo modulo è l'area del parallelogramma che i due delimitano. Nella sezione sul piano servirà per la normale a un piano per tre punti.
Le formule che servono
Un esempio svolto
Esercizio Trova l'equazione del piano passante per , e , poi calcola la distanza del punto da .
- Due vettori del piano: e .
- Normale con il prodotto vettoriale: .
- Piano per con normale : , cioè .
- Verifica sugli altri due punti: dà , dà . Il piano è giusto.
- Distanza di : .
Risultato , con ; la distanza di dal piano è .
Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.
Gli errori tipici
- Credere che sia . In realtà è : punto di arrivo meno punto di partenza, altrimenti ottieni il vettore ribaltato.
- Credere che sia una retta, come nel piano cartesiano. In realtà nello spazio una sola equazione di primo grado è un piano.
- Credere che sia una retta. In realtà nello spazio è un piano: una retta richiede due equazioni a sistema oppure un parametro.
- Credere che ogni forma generale sia una sfera. In realtà serve , altrimenti niente sfera: un punto solo se vale zero, nessun punto se è negativo.
- Credere che il prodotto scalare sia un vettore. In realtà è un numero: , non .
- Credere che sia «l'asse ». In realtà è il piano , il pavimento: l'asse richiede due condizioni, e .
- Credere che due rette non parallele si incontrino sempre. In realtà nello spazio possono essere sghembe: va controllato con il sistema.
- Credere che il centro sia . In realtà è : il segno nasce dal completamento del quadrato.
Come lo insegna Atlante
Nell’app la teoria di geometria analitica nello spazio è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.
- Coordinate e vettori nello spazioUn punto è una terna, un vettore è una differenza di terne: lo spazio si riduce a conti sulle componenti, e il prodotto scalare misura gli angoli.
- Il piano e il suo vettore normaleUn piano nello spazio è descritto da una sola equazione di primo grado, , e il segreto sta nei tre coefficienti: è un vettore perpendicolare al piano. Chi capisce questo ha già in mano parallelismo, perpendicolarità, distanze e angoli: sono tutte domande sul vettore normale.
- La retta nello spazioNel piano una retta è un'equazione di primo grado. Nello spazio no: è un piano. La retta è un filo teso, e per fissarlo servono un punto e una direzione, oppure due piani che lo contengono. Qui impari a scriverla, a leggerne la direzione e a farla dialogare con piani e altre rette.
- La sferaLa sfera è il luogo dei punti a distanza fissa da un centro: l'equazione nasce dalla formula della distanza, come per la circonferenza, con una coordinata in più. Tutto il resto, piani tangenti, intersezioni, condizione di esistenza, si riduce a un gesto solo: confrontare una distanza con il raggio.
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