Matematica · 4ª superiore

Geometria nello spazio: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di geometria nello spazio con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Rette e piani nello spazio

Nel piano due rette o si incontrano o sono parallele: non c'è una terza via. Nello spazio sì, e non è l'unica novità. Questa sezione costruisce il vocabolario con cui si descrivono i solidi: senza sapere che cosa significa «perpendicolare a un piano» non puoi nemmeno definire l'altezza di una piramide.

Gli assiomi dello spazio. Nel piano due punti fissano una retta. Nello spazio, per fissare un piano servono tre punti non allineati: per questo uno sgabello a tre gambe non traballa mai, una sedia a quattro sì. Se i tre punti sono allineati, il piano può ruotare attorno alla loro retta come una porta sui cardini: infiniti piani, il fascio di piani.

Retta e retta. Oltre a incidenti e parallele, nello spazio c'è una terza possibilità: le rette sghembe, che non si incontrano e non sono parallele. Guarda lo spigolo verticale dell'aula e lo spigolo tra soffitto e parete di fronte: non si toccano, ma non sono nemmeno parallele. Il motivo: nessun piano le contiene entrambe, perché in un piano comune sarebbero per forza incidenti o parallele. Sghembe vuol dire «non complanari».

Retta e piano. Tre casi: retta contenuta nel piano, parallela (nessun punto in comune), incidente (un solo punto). Non c'è un quarto caso: se una retta ha due punti in un piano, per assioma ci sta tutta.

Piano e piano. Due piani distinti o sono paralleli o si tagliano lungo una retta: mai in un solo punto. Le pareti dell'aula si incontrano lungo uno spigolo, non in un punto.

Perpendicolarità retta-piano. Una retta è perpendicolare a un piano se è perpendicolare a tutte le rette del piano passanti per il suo piede. Infinite verifiche? No: il teorema chiave dice che bastano due rette incidenti. Perché? Ogni altra direzione del piano è combinazione delle due, w⃗=xu⃗+yv⃗\vec w=x\vec u+y\vec v, e allora r⃗⋅w⃗=x r⃗⋅u⃗+y r⃗⋅v⃗=0\vec r\cdot\vec w=x\,\vec r\cdot\vec u+y\,\vec r\cdot\vec v=0. È la matita che buca il foglio: dritta rispetto a due righe, dritta rispetto a tutte.

Teorema delle tre perpendicolari. Sia r⊥αr\perp\alpha con piede PP; dal piede traccia la perpendicolare PHPH a una retta ss del piano. Allora per ogni punto AA di rr anche AH⊥sAH\perp s. È il teorema che rende perpendicolare allo spigolo di base l'apotema di una piramide retta.

Distanza punto-piano. È la lunghezza di PHPH, con HH piede della perpendicolare da PP (la proiezione ortogonale). È la più corta tra tutte le PQPQ con QQ nel piano, perché ogni altro PQPQ è ipotenusa del triangolo rettangolo PHQPHQ. Ogni altezza di un solido è una distanza punto-piano.

Diedri. Due semipiani con lo stesso bordo formano un diedro, l'angolo «tra due pareti». Lo si misura con la sezione normale: un taglio con un piano perpendicolare allo spigolo. Perché proprio quello? Un taglio obliquo dà un angolo che dipende dall'inclinazione del taglio; quello perpendicolare dà sempre lo stesso valore, in qualunque punto dello spigolo.

Angolo tra retta e piano. Si proietta ortogonalmente la retta sul piano e si prende l'angolo tra la retta e la sua proiezione r′r'. È il più piccolo tra tutti gli angoli che la retta forma con le rette del piano per il suo piede. Se r⊥αr\perp\alpha la proiezione è un punto e l'angolo è 90∘90^\circ.

Le formule che servono

Angolo tra retta e piano (r' proiezione ortogonale di r)
rα^=r r′^\widehat{r\alpha} = \widehat{r\,r'}
Teorema delle tre perpendicolari
PH⊥α, HK⊥r, r⊂α ⇒ PK⊥rPH \perp \alpha,\ HK \perp r,\ r \subset \alpha \ \Rightarrow\ PK \perp r
Relazione di Eulero (facce, vertici, spigoli)
F+V=S+2F + V = S + 2
Prisma retto: superficie laterale (2p perimetro di base)
Slat=2p⋅hS_{lat} = 2p \cdot h
Prisma: superficie totale e volume
Stot=Slat+2Sb,V=Sb⋅hS_{tot} = S_{lat} + 2S_b, \quad V = S_b \cdot h
Parallelepipedo rettangolo: diagonale
d=a2+b2+c2d = \sqrt{a^2 + b^2 + c^2}
Piramide regolare: apotema (r apotema della base)
a=h2+r2a = \sqrt{h^2 + r^2}
Piramide: superficie laterale e volume (p semiperimetro di base)
Slat=p⋅a,V=13Sb⋅hS_{lat} = p \cdot a, \quad V = \frac{1}{3} S_b \cdot h
Cilindro
Slat=2πrh,Stot=2πr(r+h),V=πr2hS_{lat} = 2\pi r h, \quad S_{tot} = 2\pi r (r + h), \quad V = \pi r^2 h
Cono: apotema e superficie laterale
a=r2+h2,Slat=πraa = \sqrt{r^2 + h^2}, \quad S_{lat} = \pi r a
Cono: superficie totale e volume
Stot=πr(r+a),V=13πr2hS_{tot} = \pi r (r + a), \quad V = \frac{1}{3} \pi r^2 h
Tronco di cono (a apotema del tronco)
Slat=π(r1+r2) a,V=13πh(r12+r1r2+r22)S_{lat} = \pi (r_1 + r_2)\, a, \quad V = \frac{1}{3} \pi h \left(r_1^2 + r_1 r_2 + r_2^2\right)
Sfera
S=4πR2,V=43πR3S = 4\pi R^2, \quad V = \frac{4}{3} \pi R^3
Calotta e segmento sferico a una base (altezza h)
Scal=2πRh,Vseg=13πh2(3R−h)S_{cal} = 2\pi R h, \quad V_{seg} = \frac{1}{3} \pi h^2 (3R - h)
Principio di Cavalieri
A1(z)=A2(z) per ogni z ⇒ V1=V2A_1(z) = A_2(z) \text{ per ogni } z \ \Rightarrow\ V_1 = V_2
Solidi simili con rapporto di similitudine k
S′S=k2,V′V=k3\frac{S'}{S} = k^2, \quad \frac{V'}{V} = k^3

Un esempio svolto

Esercizio Un cono è inscritto in una sfera di raggio R=5R = 5 cm e ha raggio di base r=4r = 4 cm. Trova altezza, apotema, superficie totale e volume del cono più alto e il rapporto Vcono:VsferaV_{cono} : V_{sfera}.

  1. Taglio con un piano per l'asse: la sezione è un cerchio di raggio 5 con dentro un triangolo isoscele di base 2r=82r = 8. Il centro OO sta sull'altezza e la sua distanza dalla base è d=R2−r2=25−16=3d = \sqrt{R^2 - r^2} = \sqrt{25 - 16} = 3 cm.
  2. Altezza del cono più alto: il vertice sta dalla parte opposta alla base rispetto a OO, quindi h=R+d=5+3=8h = R + d = 5 + 3 = 8 cm (l'altro cono avrebbe h=5−3=2h = 5 - 3 = 2 cm).
  3. Apotema, con Pitagora nel triangolo altezza-raggio-apotema: a=r2+h2=16+64=80=45≈8,94a = \sqrt{r^2 + h^2} = \sqrt{16 + 64} = \sqrt{80} = 4\sqrt{5} \approx 8{,}94 cm.
  4. Superfici: Slat=πra=165 π≈112,4S_{lat} = \pi r a = 16\sqrt{5}\,\pi \approx 112{,}4 cm²; Stot=πr(r+a)=16π(1+5)≈162,7S_{tot} = \pi r (r + a) = 16\pi(1 + \sqrt{5}) \approx 162{,}7 cm².
  5. Volume: V=13πr2h=13π⋅16⋅8=1283π≈134,0V = \frac{1}{3} \pi r^2 h = \frac{1}{3} \pi \cdot 16 \cdot 8 = \frac{128}{3}\pi \approx 134{,}0 cm³.
  6. Rapporto con la sfera: Vsfera=43πR3=5003πV_{sfera} = \frac{4}{3} \pi R^3 = \frac{500}{3}\pi, quindi VconoVsfera=128500=32125=0,256\frac{V_{cono}}{V_{sfera}} = \frac{128}{500} = \frac{32}{125} = 0{,}256: il cono occupa circa un quarto della sfera.

Risultato h=8h = 8 cm, a=45≈8,94a = 4\sqrt{5} \approx 8{,}94 cm, Stot=16π(1+5)≈162,7S_{tot} = 16\pi(1 + \sqrt{5}) \approx 162{,}7 cm², V=1283π≈134,0V = \frac{128}{3}\pi \approx 134{,}0 cm³; Vcono:Vsfera=32:125=0,256V_{cono} : V_{sfera} = 32 : 125 = 0{,}256.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Credere che due rette che non si incontrano siano parallele. In realtà nello spazio possono essere sghembe: parallele solo se complanari.
  • Credere che i due apotemi coincidano. In realtà uno è l'altezza di una faccia laterale, l'altro il raggio del cerchio inscritto nella base.
  • Credere che nel cono Slat=πrhS_{lat}=\pi r h. In realtà serve l'apotema: Slat=πraS_{lat}=\pi r a, perché srotolando ottieni un settore di raggio aa.
  • Credere che nel prisma obliquo l'altezza sia lo spigolo laterale. In realtà è la distanza fra i piani delle basi, perpendicolare a entrambi.
  • Credere che una retta perpendicolare a UNA retta del piano sia perpendicolare al piano. In realtà servono due rette incidenti del piano.
  • Credere che nel prisma obliquo l'altezza sia lo spigolo laterale. In realtà è la distanza tra i piani delle basi, minore dello spigolo.
  • Credere che raddoppiando il raggio di una sfera il volume raddoppi. In realtà V∝r3V\propto r^3: diventa otto volte, la superficie quattro.
  • Credere che Cavalieri richieda sezioni congruenti. In realtà basta che siano equivalenti: sfera e anticlessidra hanno sezioni diverse.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di geometria nello spazio è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Rette e piani nello spazioNello spazio due rette possono essere sghembe, e «perpendicolare a un piano» vuol dire a tutte le sue rette, ma basta provarlo su due rette incidenti: da qui angoli e diedri.
  2. Poliedri: prismi, parallelepipedi, piramidiI poliedri sono i solidi «a facce piatte»: scatole, piramidi, cristalli. Qui impari a contarne gli elementi, a calcolare superfici e volumi e, soprattutto, a leggere ogni formula come un Pitagora nello spazio. Il fattore 13\frac13 delle piramidi lo anticipiamo soltanto: la dimostrazione arriva con Cavalieri.
  3. Solidi di rotazione: cilindro, cono, sferaCilindro, cono e sfera non sono tre solidi a caso: nascono tutti da una figura piana che gira attorno a un asse. Se tieni a mente questa origine, le formule di superfici e volumi smettono di essere da imparare a memoria e diventano cose che ricostruisci: un rettangolo srotolato, un settore di cerchio, il cilindro di Archimede.
  4. Volumi, equivalenza e principio di CavalieriDue solidi sono equivalenti quando hanno lo stesso volume, anche con forme diverse. Il principio di Cavalieri è lo strumento per dimostrarlo senza integrali: confronti le sezioni, fetta per fetta. Con questa sola idea ottieni il prisma obliquo, il terzo della piramide e il volume della sfera.

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