Matematica · 4ª superiore
Esponenziali e logaritmi: come si fa, formule ed esempio svolto
Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.
Da dove si parte
Dalla potenza alla funzione esponenziale
Tutto comincia da un'idea che conosci già dalle scuole medie: elevare un numero a una potenza. Ma finora l'esponente era sempre un numero intero, al massimo una frazione. La domanda profonda, quella da cui nasce questo intero capitolo, è un'altra: e se l'esponente potesse essere qualunque numero reale?
Quando scrivi stai dicendo "moltiplica 2 per se stesso 3 volte". Questa lettura, però, funziona solo finché l'esponente è un intero positivo: non ha alcun senso letterale moltiplicare un numero " volte" o " volte". Eppure i matematici hanno trovato il modo di dare un significato anche a .
Il percorso è graduale e ogni passo nasce dall'esigenza di non perdere le regole che già funzionano. Dagli interi positivi si passa allo zero ponendo , perché è l'unico valore che mantiene coerente la regola . Poi si arriva agli esponenti negativi con , e a quelli razionali con , dove la radice entra in gioco proprio per rispettare la regola sulla potenza di potenza.
Resta l'ultimo salto, il più delicato: gli esponenti irrazionali. Qui l'idea è bellissima nella sua semplicità. Per definire guardiamo le potenze con esponenti razionali sempre più vicini a (, , , ...): questi valori si "stringono" attorno a un unico numero, e quel numero è, per definizione, .
A questo punto possiamo finalmente liberare l'esponente e farlo diventare una variabile. Nasce così la funzione esponenziale
Perché pretendiamo ? Perché se la base fosse negativa, già con esponenti come cadremmo dentro radici quadrate di numeri negativi, e la funzione si "bucherebbe" in infiniti punti, perdendo ogni regolarità. Con , invece, otteniamo una curva continua e liscia, definita per ogni reale.
Da questa scelta discende il fatto più importante di tutti: l'esponenziale è sempre positiva, per ogni . Una potenza a base positiva non può mai dare zero né un numero negativo. Il valore può diventare piccolissimo, avvicinarsi a zero quanto vuoi, ma non lo tocca mai. Questo è il marchio di fabbrica dell'esponenziale.
Il secondo fatto riguarda il carattere della crescita, e dipende tutto dalla base. Se , moltiplicare ripetutamente per fa ingrandire: la funzione è crescente, e cresce in modo travolgente. Se invece , ogni passo riduce il valore: la funzione è decrescente e tende dolcemente a zero. Il caso si esclude perché sempre: una retta orizzontale, niente di interessante.
Tra tutte le basi possibili, una occupa un posto speciale: il numero , detto numero di Nepero. Non è una base scelta per comodità di calcolo, anzi: è un numero irrazionale, scomodissimo. È privilegiata perché è la base in cui l'esponenziale ha la crescita "più naturale" possibile, quella in cui la rapidità con cui la funzione cresce coincide in ogni punto con il valore della funzione stessa. Capirai a fondo questa magia studiando le derivate; per ora tienilo come il protagonista nascosto di tutto il capitolo.
Le formule che servono
Un esempio svolto
Esercizio Risolvi l'equazione esponenziale .
- Riscrivo il secondo membro come potenza di base : poiche , l'equazione diventa .
- Le basi sono uguali (entrambe ), quindi posso uguagliare gli esponenti: .
- Risolvo l'equazione di primo grado: , da cui .
- Verifica: , che coincide con il secondo membro.
Risultato
Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.
Gli errori tipici
- Pensare che possa annullarsi o diventare negativa: non accade mai, l'esponenziale è strettamente positiva.
- Confondere il segno del logaritmo con quello dell'argomento: può essere negativo, ma deve sempre essere .
- Scrivere : falso. La proprietà riguarda il prodotto, non la somma; il logaritmo di una somma non si spezza.
- Pensare che la simmetria sia rispetto a un asse: è rispetto alla retta , la bisettrice, non rispetto all'asse o .
- Confondere (variabile all'esponente) con (variabile alla base): sono funzioni di natura completamente diversa.
- Tentare o : non esistono, perché nessuna potenza a base positiva dà zero o un numero negativo.
- Confondere con : la prima abbassa l'esponente, la seconda eleva tutto il logaritmo.
- Aspettarsi che il logaritmo cresca veloce come l'esponenziale: cresce sì (se ), ma molto più lentamente, perché è il riflesso "sdraiato" della curva ripida.
Come lo insegna Atlante
Nell’app la teoria di esponenziali e logaritmi è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.
- Dalla potenza alla funzione esponenzialeEstendendo la potenza a esponenti reali nasce la funzione (con ): sempre positiva, crescente se , decrescente se . La base è quella naturale.
- Che cos'è il logaritmoHai imparato che trasforma un esponente in un numero. Ora poniamo la domanda inversa, quella che capovolge tutto: dato il risultato, qual era l'esponente di partenza? La risposta a questa domanda si chiama logaritmo.
- Le proprietà dei logaritmiLe proprietà dei logaritmi sembrano, a prima vista, una lista di formule da mandare a memoria. In realtà sono una sola idea vista da tre angolazioni, e quell'idea non è altro che il riflesso, nel mondo dei logaritmi, delle regole delle potenze che conosci da anni.
- Esponenziale e logaritmo: funzioni inverseSiamo arrivati al punto in cui tutto si ricompone in un'unica immagine. Esponenziale e logaritmo non sono due capitoli separati: sono due facce della stessa medaglia, e questa parentela ha una conseguenza grafica tanto elegante quanto rivelatrice.
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