Matematica · 5ª superiore
Limiti: come si fa, formule ed esempio svolto
Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.
Da dove si parte
Intorni, punti di accumulazione e limiti di successioni
Prima di dire che cosa significa «tendere a» serve il vocabolario per parlare di «vicino»: intorni, punti di accumulazione, estremo superiore. E serve il caso più semplice di limite, quello delle successioni, dove la variabile fa solo passi interi e l'idea di «quasi tutti i termini dopo un certo » si vede a occhio.
Intorni: il vocabolario del «vicino». Un intorno di è un intervallo aperto che lo contiene; quello circolare di raggio è , cioè gli con . Il raggio dice «quanto vicino»: « è vicino a 2» non vuol dire nulla, «» sì. Gli intorni destro e sinistro guardano un lato solo. L'infinito non è un numero, ma ha i suoi intorni: un intorno di è una semiretta , «oltre una soglia»; uno di è . Così ogni definizione di limite diventa una frase sola.
Punti di accumulazione e punti isolati. è di accumulazione per se ogni suo intorno contiene punti di diversi da : l'insieme gli si addensa attorno. può non stare in : per il punto è di accumulazione (ogni contiene infiniti ) ma non appartiene ad ; ogni invece è isolato: ha un intorno in cui è l'unico elemento di . Per sono di accumulazione tutti i punti di ; non ne ha.
Sup e inf non sono max e min. non ha massimo: qualunque elemento scegli, ce n'è uno più grande. Ha però un estremo superiore, il più piccolo dei maggioranti: , anche se non sta nell'insieme. Per il massimo è , il minimo non esiste e . Ogni insieme non vuoto limitato superiormente ha sup: per questo una successione crescente e limitata converge, al sup dei suoi valori.
Successioni: funzioni che fanno passi interi. Una successione è una funzione ; si scrive invece di . I naturali sono isolati, quindi «vicino a » non ha senso: l'unico punto di accumulazione (esteso) di è , e infatti il limite di una successione è solo per .
Scelto un intorno di stretto quanto vuoi, quasi tutti i termini ci stanno dentro, cioè tutti tranne un numero finito. La successione è convergente se ha limite finito, divergente se (supera definitivamente ogni soglia), indeterminata se non ha limite: vale e nessun intorno di raggio minore di contiene quasi tutti i termini, perché metà gli sfugge.
La progressione geometrica . Se , ; se resta ; se , (anche se con il segno alterna); se oscilla come ; se i moduli esplodono a segno alterno, senza limite. Sommando, (per ) e per il pezzo sparisce:
Somma infinita, risultato finito: , cioè dimezzando sempre il pezzo che manca copri tutta la barra. Lo stesso meccanismo dice che .
Le formule che servono
Un esempio svolto
Esercizio Calcola il limite della forma indeterminata : .
- Sostituendo si ottiene , che è una forma indeterminata: serve trasformare l'espressione.
- Scompongo il numeratore con la differenza di quadrati: .
- Riscrivo il limite: .
- Poiché ma , posso semplificare il fattore : resta .
- Ora la funzione è continua, quindi sostituisco direttamente: .
Risultato
Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.
Gli errori tipici
- Credere che un punto di accumulazione debba stare nell'insieme. In realtà è di accumulazione per senza appartenervi.
- Credere che si scelga prima , poi . In realtà l'ordine è tutto: lo fissa l'avversario, risponde.
- Credere che vicino a dia limite . In realtà il corollario dà solo : per , ma in il limite è .
- Credere che batta perché a fa contro . In realtà da vince e il rapporto diverge.
- Credere che sup e massimo siano sinonimi. In realtà ha ma nessun massimo: il sup può non essere un elemento dell'insieme.
- Credere che sia . In realtà la definizione esclude : il limite può esistere dove non è definita.
- Credere che «faccia» 1 o 0. In realtà è un segnale: , , . Va trasformata.
- Credere che gli equivalenti si sostituiscano ovunque. In realtà solo in prodotti e quozienti: , non .
Come lo insegna Atlante
Nell’app la teoria di limiti è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.
- Intorni, punti di accumulazione e limiti di successioniPrima del limite, il terreno: intorni per dire «vicino», punti di accumulazione per potersi avvicinare, successioni come primo «tende a».
- Che cosa vuol dire «tende a»: la definizione di limite«Tende a» lo dici da mesi, ma se ti chiedessero di dimostrare che tende a non sapresti da dove partire. La definizione di limite trasforma un'idea vaga («si avvicina») in una sfida precisa tra due giocatori; da lì escono limiti destro e sinistro, i casi senza limite e la differenza tra limite e valore.
- I teoremi sui limiti e le forme indeterminateSaper calcolare un limite e sapere perché il calcolo è lecito sono due cose diverse. I teoremi dicono quando un limite si può spezzare in pezzi, quando il segno «resiste», come incastrare una funzione ribelle fra due docili; e spiegano perché o non sono numeri, ma domande ancora aperte.
- Infiniti, infinitesimi e gerarchia: chi vince all'infinitoNelle forme indeterminate vince chi va a zero o all'infinito più in fretta: qui impari a misurare quella velocità. Ordine, gerarchia logaritmi-potenze-esponenziali ed equivalenti sono gli strumenti; asintoti e continuità il modo in cui i limiti si vedono sul grafico. È il terreno su cui crescono derivate e integrali.
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