Matematica · 2ª superiore

Quadrilateri e cerchio: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di quadrilateri e cerchio con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Il parallelogramma

Immagina di prendere due coppie di binari, ciascuna coppia con le rotaie sempre alla stessa distanza. Incrociandole ottieni un parallelogramma: una figura in cui il parallelismo dei lati non è un dettaglio, ma il seme da cui germoglia ogni altra proprietà.

Un parallelogramma nasce da una sola richiesta: i due lati opposti sono paralleli, e così anche gli altri due. Sembra poco, eppure questa condizione è talmente forte da costringere tutto il resto. Perché? Perché il parallelismo, unito al fatto che una diagonale taglia la figura, mette in gioco gli angoli alterni interni: la diagonale diventa una trasversale tra rette parallele, e gli angoli che si formano da una parte e dall'altra sono uguali. Questo basta a dimostrare che i due triangoli in cui la diagonale divide il parallelogramma sono congruenti.

Da questa congruenza cade a cascata tutto ciò che sappiamo del parallelogramma: i lati opposti sono uguali, gli angoli opposti sono uguali, e due angoli consecutivi sono supplementari (la loro somma è 180∘180^\circ), perché sono angoli coniugati interni tra le stesse parallele tagliate da un lato. Non serve memorizzare quattro regole separate: sono quattro volti dello stesso fatto.

La proprietà più elegante riguarda le diagonali. In un parallelogramma le diagonali si tagliano scambievolmente a metà: il loro punto di incontro è il punto medio di entrambe. È il cuore simmetrico della figura, il suo centro di simmetria: se ruoti il parallelogramma di mezzo giro (180∘180^\circ) attorno a quel punto, torna esattamente su se stesso. Questa idea del "centro" è ciò che distingue davvero il parallelogramma da un quadrilatero qualunque.

Un'ultima intuizione: il parallelogramma è la forma naturale dell'area come "base per altezza". Se lo immagini come un rettangolo "spinto di lato", capisci perché A=b⋅hA=b\cdot h: tagliando un triangolo da un lato e incollandolo dall'altro, il parallelogramma si raddrizza in un rettangolo con la stessa base e la stessa altezza. Attenzione però: hh è la distanza tra i due lati paralleli, non la lunghezza del lato obliquo.

Le formule che servono

Area parallelogramma
A=b⋅hA = b \cdot h
Area rombo (diagonali)
A=d1⋅d22A = \frac{d_1 \cdot d_2}{2}
Area trapezio
A=(B+b)⋅h2A = \frac{(B + b) \cdot h}{2}
Diagonale del quadrato
d=l2d = l\sqrt{2}
Circonferenza
C=2πrC = 2\pi r
Area del cerchio
A=πr2A = \pi r^2
Lunghezza arco
ℓ=α360∘⋅2πr\ell = \frac{\alpha}{360^\circ} \cdot 2\pi r
Area settore circolare
Aset=α360∘⋅πr2A_{set} = \frac{\alpha}{360^\circ} \cdot \pi r^2
Angolo al centro / alla circonferenza
AOB^=2 ACB^\widehat{AOB} = 2\,\widehat{ACB}
Quadrilatero inscritto (angoli opposti)
A^+C^=B^+D^=180∘\hat{A} + \hat{C} = \hat{B} + \hat{D} = 180^\circ

Un esempio svolto

Esercizio Un trapezio isoscele ha base maggiore B=14B = 14 cm, base minore b=6b = 6 cm e lato obliquo ℓ=5\ell = 5 cm. Calcola l'area del trapezio.

  1. Nel trapezio isoscele la base maggiore sporge dello stesso tratto da entrambi i lati; ogni sporgenza vale B−b2=14−62=4\dfrac{B - b}{2} = \dfrac{14 - 6}{2} = 4 cm.
  2. Considero il triangolo rettangolo formato dal lato obliquo (ipotenusa 55 cm), dalla sporgenza (44 cm, cateto orizzontale) e dall'altezza hh (cateto verticale).
  3. Applico il teorema di Pitagora: h=ℓ2−42=52−42=25−16=9=3h = \sqrt{\ell^2 - 4^2} = \sqrt{5^2 - 4^2} = \sqrt{25 - 16} = \sqrt{9} = 3 cm.
  4. Applico la formula dell'area del trapezio: A=(B+b)⋅h2=(14+6)⋅32A = \dfrac{(B + b)\cdot h}{2} = \dfrac{(14 + 6)\cdot 3}{2}.
  5. Calcolo: A=20⋅32=602=30A = \dfrac{20 \cdot 3}{2} = \dfrac{60}{2} = 30 cm2^2.

Risultato L'area del trapezio è A=30A = 30 cm2^2.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Credere che i lati opposti possano essere paralleli ma non necessariamente uguali: nel parallelogramma il parallelismo implica già l'uguaglianza.
  • Trattare rettangolo, rombo e quadrato come figure separate invece che come parallelogrammi specializzati.
  • Chiamare trapezio un parallelogramma: nel trapezio è parallela una sola coppia di lati, non entrambe.
  • Usare "cerchio" e "circonferenza" come sinonimi: uno è la superficie, l'altra è la linea che la delimita.
  • Scambiare il fattore: l'angolo al centro è il doppio, quello alla circonferenza è la metà, non viceversa.
  • Credere che una simmetria assiale si ottenga facendo scivolare la figura nel piano. In realtà serve un ribaltamento: cambia il verso.
  • Pensare che le diagonali siano uguali fra loro: nel parallelogramma si dimezzano, ma sono uguali solo se è anche un rettangolo.
  • Attribuire al rettangolo diagonali perpendicolari (lo sono nel rombo) o al rombo diagonali uguali (lo sono nel rettangolo).

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di quadrilateri e cerchio è divisa in 6 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Il parallelogrammaUn parallelogramma è un quadrilatero con i lati opposti paralleli. Da questa sola condizione discende tutto: lati opposti uguali, angoli opposti uguali e diagonali che si dimezzano in un centro di simmetria.
  2. Rettangolo, rombo, quadratoRettangolo, rombo e quadrato non sono figure a sé: sono parallelogrammi a cui abbiamo chiesto qualcosa in più. Capire quale vincolo aggiunge ciascuno significa vedere una piccola famiglia con un albero genealogico chiaro.
  3. Il trapezioTogli un parallelismo al parallelogramma e resti con il trapezio: una sola coppia di lati paralleli. Sembra un declassamento, ma proprio da questa asimmetria emerge una delle idee più belle della geometria del biennio, la base media.
  4. La circonferenza e il cerchioUna capra legata a un palo con una corda tesa cammina descrivendo una circonferenza; l'erba che può brucare è il cerchio. Una sola idea, l'equidistanza da un centro, genera due oggetti diversi che spesso vengono confusi.
  5. Angoli al centro e alla circonferenzaGuarda uno stesso arco di cerchio prima dal centro, poi da un punto del bordo: lo "vedi" sotto due angoli diversi. Il legame tra questi due sguardi è uno dei teoremi più eleganti e sorprendenti della geometria del cerchio.
  6. Le trasformazioni isometriche: traslazione, rotazione, simmetrieFin qui hai confrontato le figure da ferme. Qui impari a muoverle: una trasformazione sposta ogni punto del piano e, se conserva le distanze, si chiama isometria e non deforma nulla. Da qui la definizione moderna di congruenza, quella dei movimenti rigidi.

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