Matematica · 2ª superiore

Equazioni di secondo grado: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di equazioni di secondo grado con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

La forma generale

Immagina una parabola disegnata su un foglio. La domanda "quando questa curva incontra l'asse orizzontale?" è, tradotta in algebra, un'equazione di secondo grado. Tutto nasce da lì.

Un'equazione di secondo grado è, nella sua forma generale, ax2+bx+c=0ax^2+bx+c=0. Il cuore di tutto è quel piccolo simbolo x2x^2: è la presenza del quadrato a renderla "di secondo grado" e a darle un comportamento profondamente diverso da una retta. Per questo la condizione a≠0a\ne 0 non è un dettaglio pignolo: se aa fosse zero il termine quadratico sparirebbe e resteremmo con una banale equazione di primo grado. Il coefficiente aa è il custode del grado dell'equazione.

I tre coefficienti hanno ruoli distinti. Il termine aa dà la "curvatura": se è positivo la parabola sorride verso l'alto, se è negativo è imbronciata verso il basso, e più è grande in valore assoluto più la curva è stretta. Il termine noto cc è dove la parabola taglia l'asse verticale (basta porre x=0x=0: si ottiene y=cy=c). Il termine bb governa, insieme ad aa, dove si trova l'asse di simmetria e quindi la posizione orizzontale della curva.

Risolvere ax2+bx+c=0ax^2+bx+c=0 significa allora una cosa molto concreta e visiva: cercare gli zeri della funzione y=ax2+bx+cy=ax^2+bx+c, cioè i punti in cui la parabola attraversa (o sfiora, o manca del tutto) l'asse delle xx. Questa immagine geometrica è la bussola: ogni cosa che diremo dopo — discriminante, numero di soluzioni, formula — è la traduzione algebrica di ciò che l'occhio già intuisce guardando dove sta la parabola rispetto all'asse.

È importante capire che "secondo grado" porta con sé una novità rispetto al primo grado: qui possono esistere due soluzioni. Una retta obliqua interseca l'asse una sola volta; una parabola può tagliarlo in due punti, sfiorarlo in uno solo, oppure passargli sopra o sotto senza toccarlo. Questa possibilità di zero, una o due soluzioni è la firma delle equazioni di secondo grado.

Le formule che servono

Forma normale
ax2+bx+c=0,a≠0ax^2 + bx + c = 0, \quad a \neq 0
Formula risolutiva
x1,2=−b±b2−4ac2ax_{1,2} = \frac{-b \pm \sqrt{b^2 - 4ac}}{2a}
Discriminante
Δ=b2−4ac\Delta = b^2 - 4ac
Natura delle soluzioni
Δ>0⇒due reali distinte;Δ=0⇒una doppia;Δ<0⇒nessuna reale\Delta > 0 \Rightarrow \text{due reali distinte}; \quad \Delta = 0 \Rightarrow \text{una doppia}; \quad \Delta < 0 \Rightarrow \text{nessuna reale}
Formula ridotta
x1,2=−b2±(b2)2−acax_{1,2} = \frac{-\frac{b}{2} \pm \sqrt{\left(\frac{b}{2}\right)^2 - ac}}{a}
Somma delle radici
x1+x2=−bax_1 + x_2 = -\frac{b}{a}
Prodotto delle radici
x1⋅x2=cax_1 \cdot x_2 = \frac{c}{a}
Scomposizione del trinomio
ax2+bx+c=a(x−x1)(x−x2)ax^2 + bx + c = a(x - x_1)(x - x_2)
Equazione pura
ax2+c=0⇒x=±−caax^2 + c = 0 \Rightarrow x = \pm\sqrt{-\frac{c}{a}}
Equazione spuria
ax2+bx=0⇒x(ax+b)=0⇒x1=0, x2=−baax^2 + bx = 0 \Rightarrow x(ax + b) = 0 \Rightarrow x_1 = 0, \ x_2 = -\frac{b}{a}

Un esempio svolto

Esercizio Risolvi l'equazione di secondo grado 2x2−5x−3=02x^2 - 5x - 3 = 0.

  1. Individuo i coefficienti: a=2a = 2, b=−5b = -5, c=−3c = -3.
  2. Calcolo il discriminante: Δ=b2−4ac=(−5)2−4⋅2⋅(−3)=25+24=49\Delta = b^2 - 4ac = (-5)^2 - 4 \cdot 2 \cdot (-3) = 25 + 24 = 49.
  3. Poiché Δ=49>0\Delta = 49 > 0, ci sono due soluzioni reali distinte. Calcolo la radice: Δ=49=7\sqrt{\Delta} = \sqrt{49} = 7.
  4. Applico la formula risolutiva: x1,2=−b±Δ2a=5±74x_{1,2} = \dfrac{-b \pm \sqrt{\Delta}}{2a} = \dfrac{5 \pm 7}{4}.
  5. Calcolo le due soluzioni: x1=5+74=124=3x_1 = \dfrac{5 + 7}{4} = \dfrac{12}{4} = 3 e x2=5−74=−24=−12x_2 = \dfrac{5 - 7}{4} = \dfrac{-2}{4} = -\dfrac{1}{2}.
  6. Verifica con somma e prodotto: x1+x2=3−12=52=−bax_1 + x_2 = 3 - \tfrac{1}{2} = \tfrac{5}{2} = -\tfrac{b}{a} e x1⋅x2=3⋅(−12)=−32=cax_1 \cdot x_2 = 3 \cdot (-\tfrac{1}{2}) = -\tfrac{3}{2} = \tfrac{c}{a}. Tornano.

Risultato Le soluzioni sono x1=3x_1 = 3 e x2=−12x_2 = -\dfrac{1}{2}.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Dimenticare la condizione a≠0a\ne 0: se a=0a=0 non è più un'equazione di secondo grado ma di primo, e la formula risolutiva non ha senso (si dividerebbe per zero).
  • Sbagliare i segni in b2−4acb^2-4ac, soprattutto quando cc è negativo: allora −4ac-4ac diventa positivo e Δ\Delta cresce, non cala.
  • Dimenticare il ±\pm e trovare una sola soluzione quando invece sono due.
  • Dimenticare il segno meno nella somma: è −b/a-b/a, non b/ab/a.
  • Dimenticare il coefficiente aa davanti: con a≠1a\ne 1 la scomposizione è a(x−x1)(x−x2)a(x-x_1)(x-x_2), non solo (x−x1)(x−x2)(x-x_1)(x-x_2).
  • Confondere il grado con il numero di termini: un'equazione può essere di secondo grado anche se manca bb o manca cc (equazioni pure o spurie), basta che ci sia x2x^2.
  • Dire che con Δ=0\Delta=0 "non ci sono soluzioni": ce n'è una, contata due volte (soluzione doppia).
  • Mettere solo bb al numeratore invece di −b-b: il segno meno davanti a bb fa parte della formula.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di equazioni di secondo grado è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. La forma generaleUn'equazione di secondo grado si scrive ax2+bx+c=0ax^2+bx+c=0 con la condizione essenziale a≠0a\ne 0. È la domanda: per quali xx un trinomio di secondo grado vale zero, cioè dove la sua parabola incontra l'asse delle ascisse.
  2. Il discriminanteE se potessi sapere quante soluzioni ha un'equazione senza risolverla? Esiste un solo numero che fa da spia luminosa: il discriminante. Il suo nome dice tutto — serve a "discriminare", a distinguere i casi.
  3. La formula risolutivaLa formula risolutiva sembra piovuta dal cielo, da imparare a memoria. In realtà è la fotografia finale di un'idea semplicissima: trasformare il trinomio in un quadrato perfetto per poter estrarre la radice.
  4. Somma e prodotto delle radiciC'è un ponte segreto tra le soluzioni di un'equazione e i suoi coefficienti: puoi conoscere somma e prodotto delle radici senza mai calcolarle. È uno dei risultati più eleganti dell'algebra elementare.
  5. Scomporre il trinomioRisolvere un'equazione e scomporre un polinomio sembrano due compiti diversi. In realtà sono la stessa moneta vista da due facce: trovare le radici è trovare i fattori.

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