Matematica · 2ª superiore

Piano cartesiano e retta: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di piano cartesiano e retta con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Il piano cartesiano e le coordinate

Immagina di dover spiegare a un amico dove ti trovi in una città sconosciuta. Non basta dire "sono qui": servono due informazioni, per esempio la via e il numero civico. Il piano cartesiano fa esattamente questo con i punti.

L'idea geniale di Cartesio è semplice e rivoluzionaria: prendi due righelli infiniti, mettili perpendicolari e falli incrociare in un punto, l'origine OO. Uno orizzontale, l'asse delle ascisse (le xx), uno verticale, l'asse delle ordinate (le yy). Ciascun asse è orientato: ha un verso positivo, che stabilisce cosa significa "avanti" e "indietro", "su" e "giù". Da questo momento ogni punto del foglio smette di essere anonimo e acquista un indirizzo univoco: una coppia ordinata di numeri (x,y)(x,y).

La parola ordinata è cruciale. La coppia (3,5)(3,5) non è la stessa cosa di (5,3)(5,3): il primo numero dice sempre "quanto vai a destra o a sinistra", il secondo "quanto sali o scendi". Cambiare l'ordine significa, in generale, cambiare punto. È come per l'indirizzo: via e numero civico non si possono scambiare.

Gli assi dividono il piano in quattro quadranti, e il segno delle coordinate ti dice subito in quale ti trovi: nel primo (in alto a destra) entrambe positive, poi girando in senso antiorario i segni cambiano — secondo (−,+)(-,+), terzo (−,−)(-,-), quarto (+,−)(+,-). Ma la vera potenza è un'altra: ogni figura geometrica — una retta, una circonferenza, una parabola — diventa ora un'equazione, cioè una condizione che i numeri xx e yy devono rispettare. Questo è il cuore della geometria analitica: possiamo calcolare la geometria invece di soltanto disegnarla. Il foglio diventa un dizionario che traduce forme in formule e formule in forme.

Le formule che servono

Distanza tra due punti
AB‾=(xB−xA)2+(yB−yA)2\overline{AB}=\sqrt{(x_B-x_A)^2+(y_B-y_A)^2}
Punto medio di un segmento
M(xA+xB2, yA+yB2)M\left(\frac{x_A+x_B}{2},\ \frac{y_A+y_B}{2}\right)
Coefficiente angolare per due punti
m=yB−yAxB−xAm=\frac{y_B-y_A}{x_B-x_A}
Equazione esplicita della retta
y=mx+qy=mx+q
Retta per un punto con pendenza nota
y−y0=m(x−x0)y-y_0=m(x-x_0)
Retta per due punti
x−xAxB−xA=y−yAyB−yA\frac{x-x_A}{x_B-x_A}=\frac{y-y_A}{y_B-y_A}
Condizione di parallelismo
m1=m2m_1=m_2
Condizione di perpendicolarita
m1⋅m2=−1m_1\cdot m_2=-1
Distanza punto-retta
d=∣ax0+by0+c∣a2+b2d=\frac{|ax_0+by_0+c|}{\sqrt{a^2+b^2}}
Equazione implicita (generale)
ax+by+c=0ax+by+c=0

Un esempio svolto

Esercizio Sono dati i punti A(−1,2)A(-1, 2) e B(3,4)B(3, 4). Determina: la lunghezza del segmento ABAB, le coordinate del punto medio MM di ABAB, l'equazione della retta passante per AA e BB e l'equazione della retta perpendicolare ad ABAB passante per MM.

  1. Distanza ABAB: AB‾=(3−(−1))2+(4−2)2=42+22=16+4=20=25\overline{AB}=\sqrt{(3-(-1))^2+(4-2)^2}=\sqrt{4^2+2^2}=\sqrt{16+4}=\sqrt{20}=2\sqrt{5}.
  2. Punto medio: M(−1+32, 2+42)=M(1, 3)M\left(\dfrac{-1+3}{2},\,\dfrac{2+4}{2}\right)=M(1,\,3).
  3. Coefficiente angolare di ABAB: m=4−23−(−1)=24=12m=\dfrac{4-2}{3-(-1)}=\dfrac{2}{4}=\dfrac{1}{2}.
  4. Retta per AA e BB: uso y−yA=m(x−xA)y-y_A=m(x-x_A), cioe y−2=12(x+1)y-2=\dfrac{1}{2}(x+1), da cui y=12x+52y=\dfrac{1}{2}x+\dfrac{5}{2}.
  5. Retta perpendicolare: coefficiente angolare m′=−1m=−2m'=-\dfrac{1}{m}=-2; passa per M(1,3)M(1,3): y−3=−2(x−1)y-3=-2(x-1), quindi y=−2x+5y=-2x+5.

Risultato AB‾=25\overline{AB}=2\sqrt{5}; M(1,3)M(1,3); retta ABAB: y=12x+52y=\dfrac{1}{2}x+\dfrac{5}{2}; perpendicolare per MM: y=−2x+5y=-2x+5.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Scambiare ascissa e ordinata: (4,1)(4,1) e (1,4)(1,4) sono due punti diversi, non lo stesso.
  • Nella distanza dimenticare la radice e fermarsi alla somma dei quadrati: quello è il quadrato della distanza, non la distanza.
  • Pensare che l'equazione descriva un singolo punto: descrive infiniti punti, tutti quelli allineati.
  • Calcolare ΔxΔy\frac{\Delta x}{\Delta y} invece di ΔyΔx\frac{\Delta y}{\Delta x}: la pendenza è "salita diviso avanzamento", non il contrario.
  • Per la perpendicolarità cambiare solo il segno (−2-2) o solo il reciproco (12\frac{1}{2}): servono entrambe le cose, il segno E il reciproco.
  • Confondere l'origine (0,0)(0,0) con un punto "che non esiste": è un punto a pieno titolo, solo con entrambe le coordinate nulle.
  • Sottrarre le coordinate "a incrocio" (come xB−yAx_B-y_A): vanno confrontate ascisse con ascisse e ordinate con ordinate.
  • Dimenticare che le rette verticali (tipo x=3x=3) non si scrivono nella forma y=mx+qy=mx+q: solo la forma implicita le include.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di piano cartesiano e retta è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Il piano cartesiano e le coordinateDue rette orientate perpendicolari trasformano il foglio in una mappa: ogni punto ha un indirizzo, la coppia ordinata (x,y)(x,y). È il ponte tra geometria e algebra.
  2. Distanza tra due punti e punto medioSe due punti hanno un indirizzo fatto di numeri, allora anche la distanza tra loro deve poter uscire da quei numeri. E infatti esce — grazie a un vecchio amico della geometria: Pitagora.
  3. L'equazione della rettaCosa hanno in comune tutti i punti allineati su una stessa retta? Non l'aspetto: le loro coordinate. Esiste una relazione che vale per tutti i punti della retta e per nessun altro. Quella relazione È la retta.
  4. Coefficiente angolare e significatoSali una scala ripida e una in dolce pendenza: la differenza è un numero. Quello stesso numero, in matematica, distingue una retta che schizza verso l'alto da una quasi piatta. Si chiama coefficiente angolare.
  5. Parallelismo e perpendicolaritàDue binari del treno non si incontrano mai: hanno la stessa direzione. Un incrocio ad angolo retto, invece, mette insieme due direzioni "opposte" in un senso preciso. Sorprendentemente, entrambe le situazioni si riconoscono guardando solo i numeri mm.

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