Matematica · 2ª superiore

Similitudine, Pitagora ed Euclide: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di similitudine, Pitagora ed Euclide con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Figure simili e rapporto di similitudine

Pensa alla foto sullo schermo del telefono e alla stessa foto proiettata sul muro: cambiano le dimensioni, ma non ne stiri i volti. Quella è la similitudine: la forma resta identica, la grandezza no.

Il cuore dell'idea è distinguere due cose che nella vita quotidiana confondiamo: la forma e la grandezza. Due figure sono simili quando hanno gli angoli corrispondenti congruenti e i lati corrispondenti tutti nella stessa proporzione. Una è semplicemente l'altra vista da più vicino o da più lontano.

Questo "quante volte più grande" è un unico numero, il rapporto di similitudine kk. Se k=2k=2 ogni lunghezza della seconda figura è il doppio della prima; se k=13k=\frac{1}{3} è un terzo. È fondamentale capire che kk agisce su tutte le lunghezze allo stesso modo: lati, diagonali, altezze, perimetri. Non puoi ingrandire la base tenendo fissa l'altezza, altrimenti distorci la forma e la similitudine si rompe.

Una sottigliezza che sorprende sempre riguarda le aree. Se raddoppi tutte le lunghezze (k=2k=2), l'area non raddoppia: diventa quattro volte più grande. Il motivo è geometrico e non un capriccio: l'area è "lunghezza per lunghezza", quindi il suo rapporto è kk moltiplicato per sé stesso. In generale le aree stanno nel rapporto k2k^2. Ecco perché una pizza da 30 cm di diametro non è il doppio di una da 15 cm, ma quattro volte più abbondante.

La congruenza che hai studiato prima è solo il caso particolare k=1k=1: stessa forma e stessa grandezza. La similitudine è quindi un'idea più larga e generosa, che tiene insieme tutte le figure "della stessa famiglia".

Le formule che servono

Teorema di Pitagora
i2=c12+c22i^2 = c_1^2 + c_2^2
Cateto (da Pitagora)
c1=i2−c22c_1 = \sqrt{i^2 - c_2^2}
1° Teorema di Euclide
c2=i⋅pc^2 = i \cdot p
Altezza (2° Teorema di Euclide)
h2=p1⋅p2h^2 = p_1 \cdot p_2
2° Teorema di Euclide (proporzione)
p1:h=h:p2p_1 : h = h : p_2
1° Teorema di Euclide (proporzione)
i:c=c:pi : c = c : p
Criterio di similitudine (AA)
A^≅A′^  ∧  B^≅B′^  ⇒  △ABC∼△A′B′C′\widehat{A} \cong \widehat{A'} \;\wedge\; \widehat{B} \cong \widehat{B'} \;\Rightarrow\; \triangle ABC \sim \triangle A'B'C'
Rapporto di similitudine
k=A′B′AB=B′C′BC=A′C′ACk = \frac{A'B'}{AB} = \frac{B'C'}{BC} = \frac{A'C'}{AC}
Rapporto tra le aree
S′S=k2\frac{S'}{S} = k^2
Area del triangolo rettangolo
S=c1⋅c22=i⋅h2S = \frac{c_1 \cdot c_2}{2} = \frac{i \cdot h}{2}

Un esempio svolto

Esercizio In un triangolo rettangolo i due cateti misurano c1=6c_1 = 6 cm e c2=8c_2 = 8 cm. Calcola l'ipotenusa, l'altezza relativa all'ipotenusa e le due proiezioni dei cateti sull'ipotenusa.

  1. Con il Teorema di Pitagora trovo l'ipotenusa: i=c12+c22=62+82=36+64=100=10i = \sqrt{c_1^2 + c_2^2} = \sqrt{6^2 + 8^2} = \sqrt{36 + 64} = \sqrt{100} = 10 cm.
  2. Con il 1∘1^\circ Teorema di Euclide (c2=i⋅pc^2 = i \cdot p) ricavo le proiezioni dei cateti: p1=c12i=3610=3,6p_1 = \dfrac{c_1^2}{i} = \dfrac{36}{10} = 3{,}6 cm e p2=c22i=6410=6,4p_2 = \dfrac{c_2^2}{i} = \dfrac{64}{10} = 6{,}4 cm.
  3. Verifica: p1+p2=3,6+6,4=10=ip_1 + p_2 = 3{,}6 + 6{,}4 = 10 = i, quindi le proiezioni ricostruiscono correttamente l'ipotenusa.
  4. Con il 2∘2^\circ Teorema di Euclide (h2=p1⋅p2h^2 = p_1 \cdot p_2) trovo l'altezza: h=3,6⋅6,4=23,04=4,8h = \sqrt{3{,}6 \cdot 6{,}4} = \sqrt{23{,}04} = 4{,}8 cm.
  5. Controllo finale con l'area: S=c1⋅c22=6⋅82=24S = \dfrac{c_1 \cdot c_2}{2} = \dfrac{6 \cdot 8}{2} = 24 cm2^2 e anche S=i⋅h2=10⋅4,82=24S = \dfrac{i \cdot h}{2} = \dfrac{10 \cdot 4{,}8}{2} = 24 cm2^2: i due risultati coincidono.

Risultato i=10i = 10 cm,   h=4,8\; h = 4{,}8 cm,   p1=3,6\; p_1 = 3{,}6 cm,   p2=6,4\; p_2 = 6{,}4 cm.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Confondere "simile" con "uguale": le figure simili hanno la stessa forma ma quasi mai la stessa grandezza.
  • Cercare i tre lati congruenti quando bastano due angoli: per i triangoli il criterio AAAA è già sufficiente.
  • Applicare i teoremi di Euclide a un triangolo che non è rettangolo: valgono solo con l'angolo retto e l'altezza relativa all'ipotenusa.
  • Applicare a2+b2=c2a^2+b^2=c^2 mettendo un cateto al posto dell'ipotenusa: cc è sempre il lato più lungo, opposto all'angolo retto.
  • Nelle scale, applicare il rapporto kk alle aree: le superfici vanno convertite con k2k^2, non con kk.
  • Pensare che se le lunghezze raddoppiano anche l'area raddoppi: l'area cresce con k2k^2, i volumi con k3k^3.
  • Confondere lati "congruenti" (congruenza) con lati "proporzionali" (similitudine): nella similitudine conta il rapporto costante, non l'uguaglianza.
  • Scambiare la proiezione del cateto con l'intera ipotenusa nel primo teorema: il cateto va con la SUA proiezione.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di similitudine, Pitagora ed Euclide è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Figure simili e rapporto di similitudineDue figure sono simili quando hanno la stessa forma ma non necessariamente la stessa grandezza: una è l'ingrandimento o la riduzione dell'altra. Il legame è un unico numero, il rapporto di similitudine kk, che dice quante volte le lunghezze di una sono più grandi di quelle dell'altra.
  2. I criteri di similitudine dei triangoliPer sapere se due triangoli sono simili sembrerebbe di dover misurare tutti gli angoli e tutti i lati. E invece bastano pochissimi indizi: il triangolo è una figura "rigida" che si tradisce facilmente.
  3. I teoremi di EuclideTraccia l'altezza relativa all'ipotenusa di un triangolo rettangolo: come per magia compaiono tre triangoli tutti della stessa forma. Da questa somiglianza nascono i due teoremi di Euclide.
  4. Il teorema di Pitagora come caso notevoleIl teorema più famoso della matematica non è un fulmine a ciel sereno: è ciò che ottieni quando sommi insieme le due relazioni del primo teorema di Euclide. Pitagora è Euclide messo in fila.
  5. Applicazioni: misurare l'inaccessibileLa similitudine è la matematica di chi vuole misurare ciò che non può toccare: l'altezza di un albero senza arrampicarsi, la larghezza di un fiume senza attraversarlo, la distanza reale leggendola su una mappa.

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