Matematica · 1ª superiore
Equazioni di primo grado: come si fa, formule ed esempio svolto
Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.
Da dove si parte
Identità ed equazione
Guarda queste due scritture: e . Sembrano parenti — stesse lettere, stesso segno di uguale — eppure raccontano storie opposte. Una è vera sempre, l'altra solo in un caso. Capire questa differenza è la porta d'ingresso a tutta l'algebra.
Un'uguaglianza è un'affermazione: dice che ciò che sta a sinistra vale quanto ciò che sta a destra. Ma un'affermazione può essere vera o falsa, e quando compare una lettera la sua verità dipende dal valore che diamo a quella lettera. Qui nasce il bivio.
Un'identità è un'uguaglianza che resta vera qualunque numero tu metta al posto della lettera. non ti chiede nulla: è vera per , per , per . Non è un enigma, è una verità travestita: le due espressioni sono in realtà due modi di scrivere la stessa cosa. Le identità sono le regole del gioco algebrico (la proprietà distributiva, i prodotti notevoli): non si risolvono, si riconoscono.
Un'equazione, invece, è una domanda. non è vera in generale: se provi ottieni , falso; se provi ottieni , vero. L'equazione mette una condizione: pretende che l'uguaglianza si realizzi, e ci sfida a trovare per quali valori accade. La lettera qui non è una variabile libera come nell'identità, è un'incognita: un numero preciso, momentaneamente nascosto.
La cosa affascinante è che dall'esterno le due scritture sono indistinguibili: entrambe hanno la forma . La differenza vive nel comportamento, nel numero di valori che le rendono vere: tutti per l'identità, alcuni (o nessuno) per l'equazione. È lo stesso oggetto grafico che porta due anime diverse.
Le formule che servono
Un esempio svolto
Esercizio Risolvere l'equazione .
- Svolgo i prodotti al primo membro: , cioe .
- Porto i termini con a sinistra e i numeri a destra (primo principio): .
- Riduco i termini simili: .
- Divido entrambi i membri per (secondo principio): .
- Verifica: sostituendo ottengo e , i due membri coincidono.
Risultato L'equazione e determinata e ha come unica soluzione .
Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.
Gli errori tipici
- Credere che ogni scrittura con l'uguale sia un'equazione da risolvere: le identità non chiedono nulla, esprimono una verità sempre valida.
- Vedere come una lettera 'magica' o una variabile qualsiasi, e non come un numero determinato che momentaneamente ignoriamo.
- Moltiplicare o dividere entrambi i membri per zero, o per un'espressione con l'incognita che può annullarsi (come o ): si rischia di distruggere o creare soluzioni.
- Vedere la risoluzione come 'spostare numeri' meccanicamente, invece che come una catena di equazioni con la stessa risposta.
- Leggere come 'nessuna soluzione': è il contrario, ne ha infinite (indeterminata); il vuoto è il caso con .
- Pensare che la lettera in un'identità e in un'equazione abbia lo stesso ruolo: nell'identità è variabile libera, nell'equazione è un'incognita da smascherare.
- Confondere il procedimento con la soluzione: la risposta è il numero (o l'insieme di numeri) che rende vera l'uguaglianza, non i passaggi.
- Applicare l'operazione a un solo membro o a un solo termine: i principi richiedono di agire sui membri interi ed entrambi.
Come lo insegna Atlante
Nell’app la teoria di equazioni di primo grado è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.
- Identità ed equazioneUn'uguaglianza tra due espressioni può essere sempre vera (identità) oppure vera solo per certi valori (equazione). La differenza non è nella forma , ma nel numero di valori che la rendono vera.
- L'incognita e le soluzioniLa parola incognita viene dal latino: ciò che non è conosciuto. Ma c'è un salto mentale straordinario dietro la lettera : trattiamo un numero che non conosciamo come se lo conoscessimo già, lo scriviamo, lo manipoliamo, ci facciamo i conti. È un atto di fiducia che rende possibile l'algebra.
- I due principi di equivalenzaC'è una domanda nascosta dietro ogni passaggio algebrico: 'quando ho il diritto di modificare un'equazione senza tradirla?' I due principi di equivalenza sono la risposta. Non sono trucchi per far sparire numeri: sono la garanzia che, cambiando la scrittura, non stiamo cambiando le soluzioni.
- Il significato della risoluzioneRisolvere un'equazione assomiglia a tradurre una frase da una lingua oscura a una limpida, mantenendo intatto il significato. Il punto d'arrivo, , è la traduzione più chiara possibile: dice a voce alta ciò che l'equazione originale nascondeva.
- Determinate, indeterminate, impossibiliOgni equazione di primo grado, dopo la semplificazione, si affaccia alla forma essenziale . E lì, in quei due coefficienti, è già scritto il suo destino: una risposta sola, infinite risposte, o nessuna. Non è il caso a deciderlo, è il valore di .
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