Matematica · 1ª superiore
Logica e dimostrazioni: spiegazione, formule ed esempio svolto
Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.
Da dove si parte
Elementi di logica
Sotto ogni discorso matematico c'è una struttura invisibile: il modo in cui le affermazioni si legano e si negano. La logica è questa impalcatura. Impararla significa capire non solo cosa è vero, ma come si costruisce la verità.
Il mattone di base è la proposizione: una frase di cui ha senso dire se è vera o falsa, senza vie di mezzo. " è primo" è una proposizione (vera); "" lo è (falsa); ma "che ore sono?" o "questo numero è bello" non lo sono, perché non hanno un valore di verità oggettivo. Ogni proposizione porta con sé un solo bit: vero o falso.
Le proposizioni si combinano con i connettivi logici, e ognuno rispecchia un'operazione tra insiemi vista prima. La negazione ribalta il valore di verità. La congiunzione ("e") è vera solo se lo sono entrambe. La disgiunzione ("o") è vera se almeno una lo è. L'implicazione ("se... allora") promette che, quando è vera, lo è anche ; è falsa solo nel caso in cui è vera ma è falsa. Questo è il connettivo più insidioso: quando l'ipotesi è falsa, l'implicazione è considerata vera comunque, perché nessuna promessa è stata tradita.
Infine i quantificatori ci fanno parlare di interi universi. Il quantificatore universale significa "per ogni": dice che il quadrato di ogni numero reale è non negativo. Il quantificatore esistenziale significa "esiste almeno un": afferma che tra gli interi c'è un numero con quella proprietà (è ). Attenzione: l'insieme in cui varia è decisivo, perché la stessa formula è vera in ma falsa in . Dire "per ogni" o "esiste" cambia radicalmente il significato di un'affermazione.
E qui De Morgan ritorna, in veste logica e più potente: negare "per ogni" dà "esiste un contro-esempio", negare "esiste" dà "per ogni... non". In simboli . È esattamente ciò che fai quando smentisci un'affermazione universale trovando un solo caso che la rompe: la negazione scambia con , come scambiava con .
Le formule che servono
Un esempio svolto
Esercizio Negare l'affermazione: "tutti gli studenti hanno superato l'esame".
- L'affermazione ha forma , con = " ha superato". La sua negazione non è "nessuno ha superato", errore comune: è "esiste almeno uno studente che non ha superato", cioè .
Risultato La negazione corretta è "c'è almeno uno studente bocciato". Per smentire un "per ogni" basta un solo contro-esempio: si nega con .
Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.
Gli errori tipici
- Trattare come proposizioni frasi senza valore di verità (domande, opinioni, definizioni).
- Compilare a occhio la colonna finale saltando le colonne delle sottoformule: è così che si perdono righe e si sbagliano le parentesi.
- Confondere un'implicazione con la sua inversa: da «se P allora Q» dedurre «se Q allora P». Le due colonne della tabella differiscono proprio nelle righe in cui P e Q hanno valori diversi, quindi l'inversa è un enunciato nuovo e va dimostrata a parte.
- Negare «per ogni vale » con «per ogni vale »: la negazione di «tutti» è «almeno uno no», non «nessuno».
- Annunciare «dimostro per contronominale» e poi partire lo stesso da : la contronominale si dimostra assumendo e arrivando a . Se non riscrivi ipotesi e tesi prima di cominciare, quasi sempre finisci a dimostrare l'inversa , che è un altro enunciato.
- Credere che sia falsa quando è falsa: da un'ipotesi falsa l'implicazione resta vera.
- Confondere «soddisfacibile» con «tautologia»: una riga vera dice solo che la formula può essere vera, per la tautologia servono tutte le righe.
- Credere che P => Q sia falsa quando l'ipotesi P è falsa: le due righe con P falsa danno implicazione vera, ed è il motivo per cui un enunciato la cui ipotesi non si realizza mai risulta vero a vuoto.
Come lo insegna Atlante
Nell’app la teoria di logica e dimostrazioni è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.
- Elementi di logicaUna proposizione è un'affermazione o vera o falsa; i connettivi () la compongono e i quantificatori () dicono "per ogni" ed "esiste". È la grammatica con cui la matematica ragiona.
- Tabelle di verità e tautologieGuardi una formula come e ti chiedi se è vera. La domanda, così com'è, non ha risposta: dipende da , da e da . L'unica domanda sensata è un'altra: in quali casi è vera e in quali è falsa? La tabella di verità nasce per rispondere a questa, ed è una macchina onesta: non capisce niente di quello che stai dicendo, prova tutti i casi possibili e decide.
- L'implicazione: inversa, contraria, contronominaleTi chiedono di dimostrare che, per ogni naturale , se è dispari allora è dispari. Parti dall'ipotesi, scrivi , isoli e resti con una frazione da cui non sai ricavare niente su : sull'ipotesi non hai presa. Poi qualcuno ti fa notare che dimostrare «se è pari allora è pari» costa due righe, e che è la stessa identica affermazione. Capire perché sia lecito girare un'implicazione, e in quale modo esatto girarla, è il contenuto di questa sezione.
- Quantificatori: per ogni, esiste, e come si negano«I numeri pari sono somma di due dispari.» Vera o falsa? La domanda è mal posta, perché la frase non dice se sta parlando di tutti i pari o solo di qualcuno: nel primo caso è un teorema, nel secondo è un'osservazione da mezza riga. Finché non dichiari quanti oggetti stai chiamando in causa, non hai ancora affermato niente. I quantificatori servono esattamente a questo, e la maggior parte degli enunciati che incontrerai alle superiori — definizione di limite compresa — non è altro che una catena di quantificatori.
- Come si dimostra: diretta, contronominale, assurdo, controesempioAlle superiori la richiesta cambia: non ti si chiede più se una formula funziona sui numeri che hai provato, ma di far vedere che vale sempre. E "sempre" quasi sempre significa su infiniti casi, che non puoi controllare uno per uno. Servono quindi delle mosse che sostituiscono la verifica con il ragionamento: sono poche, si riconoscono a occhio, e ognuna è una forma logica che hai già incontrato nelle sezioni precedenti.
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