Matematica · 1ª superiore

Logica e dimostrazioni: spiegazione, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di logica e dimostrazioni con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Elementi di logica

Sotto ogni discorso matematico c'è una struttura invisibile: il modo in cui le affermazioni si legano e si negano. La logica è questa impalcatura. Impararla significa capire non solo cosa è vero, ma come si costruisce la verità.

Il mattone di base è la proposizione: una frase di cui ha senso dire se è vera o falsa, senza vie di mezzo. "77 è primo" è una proposizione (vera); "5>95>9" lo è (falsa); ma "che ore sono?" o "questo numero è bello" non lo sono, perché non hanno un valore di verità oggettivo. Ogni proposizione porta con sé un solo bit: vero o falso.

Le proposizioni si combinano con i connettivi logici, e ognuno rispecchia un'operazione tra insiemi vista prima. La negazione ¬p\neg p ribalta il valore di verità. La congiunzione p∧qp\land q ("e") è vera solo se lo sono entrambe. La disgiunzione p∨qp\lor q ("o") è vera se almeno una lo è. L'implicazione p⇒qp\Rightarrow q ("se... allora") promette che, quando pp è vera, lo è anche qq; è falsa solo nel caso in cui pp è vera ma qq è falsa. Questo è il connettivo più insidioso: quando l'ipotesi pp è falsa, l'implicazione è considerata vera comunque, perché nessuna promessa è stata tradita.

Infine i quantificatori ci fanno parlare di interi universi. Il quantificatore universale ∀\forall significa "per ogni": ∀x∈R, x2≥0\forall x\in\mathbb{R},\ x^2\ge 0 dice che il quadrato di ogni numero reale è non negativo. Il quantificatore esistenziale ∃\exists significa "esiste almeno un": ∃x∈Z, x+1=0\exists x\in\mathbb{Z},\ x+1=0 afferma che tra gli interi c'è un numero con quella proprietà (è x=−1x=-1). Attenzione: l'insieme in cui varia xx è decisivo, perché la stessa formula ∃x, x+1=0\exists x,\ x+1=0 è vera in Z\mathbb{Z} ma falsa in N\mathbb{N}. Dire "per ogni" o "esiste" cambia radicalmente il significato di un'affermazione.

E qui De Morgan ritorna, in veste logica e più potente: negare "per ogni" dà "esiste un contro-esempio", negare "esiste" dà "per ogni... non". In simboli ¬(∀x P(x))  ⟺  ∃x ¬P(x)\neg(\forall x\,P(x))\iff \exists x\,\neg P(x). È esattamente ciò che fai quando smentisci un'affermazione universale trovando un solo caso che la rompe: la negazione scambia ∀\forall con ∃\exists, come scambiava ∪\cup con ∩\cap.

Le formule che servono

Righe della tavola di verità
n proposizioni ⇒ 2n righen\ \text{proposizioni}\ \Rightarrow\ 2^n\ \text{righe}
Tautologia e contraddizione
p∨¬p tautologia,p∧¬p contraddizionep\lor\neg p\ \text{tautologia},\qquad p\land\neg p\ \text{contraddizione}
Negazione di una tautologia
A tautologia ⟺ ¬A contraddizioneA\ \text{tautologia}\ \Longleftrightarrow\ \neg A\ \text{contraddizione}
Equivalenza logica
A≡B se e solo se A⇔B eˋ una tautologiaA\equiv B\ \text{se e solo se}\ A\Leftrightarrow B\ \text{è una tautologia}
Doppia negazione
¬¬p≡p\neg\neg p\equiv p
De Morgan (congiunzione)
¬(p∧q)≡¬p∨¬q\neg(p\land q)\equiv\neg p\lor\neg q
De Morgan (disgiunzione)
¬(p∨q)≡¬p∧¬q\neg(p\lor q)\equiv\neg p\land\neg q
Implicazione come disgiunzione
p⇒q≡¬p∨qp\Rightarrow q\equiv\neg p\lor q
Negazione dell'implicazione
¬(p⇒q)≡p∧¬q\neg(p\Rightarrow q)\equiv p\land\neg q
Esportazione
p⇒(q⇒r)≡(p∧q)⇒rp\Rightarrow(q\Rightarrow r)\equiv(p\land q)\Rightarrow r
Proprietà distributive
p∧(q∨r)≡(p∧q)∨(p∧r),p∨(q∧r)≡(p∨q)∧(p∨r)p\land(q\lor r)\equiv(p\land q)\lor(p\land r),\qquad p\lor(q\land r)\equiv(p\lor q)\land(p\lor r)
Connettivi e operazioni fra insiemi
∧ ↔ ∩,∨ ↔ ∪,¬ ↔ A‾\land\ \leftrightarrow\ \cap,\qquad\lor\ \leftrightarrow\ \cup,\qquad\neg\ \leftrightarrow\ \overline{\phantom{A}}
Implicazione, forma equivalente
P⇒Q ≡ ¬P∨QP\Rightarrow Q\ \equiv\ \neg P\lor Q
Contronominale
(P⇒Q)  ⟺  (¬Q⇒¬P)(contronominale: equivalente)(P\Rightarrow Q)\iff(\neg Q\Rightarrow\neg P)\quad\text{(contronominale: equivalente)}
Inversa
Q⇒P(inversa: NON equivalente)Q\Rightarrow P\quad\text{(inversa: NON equivalente)}
Contraria
¬P⇒¬Q(contraria: NON equivalente)\neg P\Rightarrow\neg Q\quad\text{(contraria: NON equivalente)}
Quando un'implicazione è falsa
¬(P⇒Q)  ⟺  (P∧¬Q)\neg(P\Rightarrow Q)\iff(P\land\neg Q)
Doppia implicazione
(P  ⟺  Q)  ⟺  [(P⇒Q)∧(Q⇒P)](P\iff Q)\iff\big[(P\Rightarrow Q)\land(Q\Rightarrow P)\big]
Condizione necessaria e sufficiente
P⇒Q:P sufficiente per Q,Q necessaria per PP\Rightarrow Q:\quad P\ \text{sufficiente per}\ Q,\quad Q\ \text{necessaria per}\ P
Quantificatori
∀x∈D, P(x)∃x∈D: P(x)∃! x∈D: P(x)\forall x\in D,\ P(x)\qquad \exists x\in D:\ P(x)\qquad \exists!\,x\in D:\ P(x)
Negazione del «per ogni»
¬(∀x P(x))  ⟺  ∃x ¬P(x)\neg\big(\forall x\,P(x)\big)\iff \exists x\,\neg P(x)
Negazione dell'«esiste»
¬(∃x P(x))  ⟺  ∀x ¬P(x)\neg\big(\exists x\,P(x)\big)\iff \forall x\,\neg P(x)
Negazione di «per ogni… esiste»
¬(∀x ∃y P(x,y))  ⟺  ∃x ∀y ¬P(x,y)\neg\big(\forall x\,\exists y\,P(x,y)\big)\iff \exists x\,\forall y\,\neg P(x,y)
Negazione di «esiste… per ogni»
¬(∃x ∀y P(x,y))  ⟺  ∀x ∃y ¬P(x,y)\neg\big(\exists x\,\forall y\,P(x,y)\big)\iff \forall x\,\exists y\,\neg P(x,y)
Quantificatori uguali si scambiano
∀x ∀y P  ⟺  ∀y ∀x P∃x ∃y P  ⟺  ∃y ∃x P\forall x\,\forall y\,P\iff \forall y\,\forall x\,P\qquad \exists x\,\exists y\,P\iff \exists y\,\exists x\,P
Quantificatori diversi non si scambiano
∀x ∃y P(x,y)   non equivale a   ∃y ∀x P(x,y)\forall x\,\exists y\,P(x,y)\ \;\text{non equivale a}\;\ \exists y\,\forall x\,P(x,y)
Negazione di una disuguaglianza
¬(a<b)  ⟺  a≥b¬(a=b)  ⟺  a≠b\neg(a<b)\iff a\ge b\qquad \neg(a=b)\iff a\neq b
Che cosa vuol dire dimostrare
Dimostrare P⇒Q: escludere P vera con Q falsa\text{Dimostrare } P\Rightarrow Q:\ \text{escludere } P\ \text{vera con } Q\ \text{falsa}
Dimostrazione diretta
Diretta: P⇒⋯⇒Q\text{Diretta: } P\Rightarrow\cdots\Rightarrow Q
Dimostrazione per casi
Per casi: P1∨P2 copre tutto, P1⇒Q e P2⇒Q\text{Per casi: } P_1\lor P_2\ \text{copre tutto},\ P_1\Rightarrow Q\ \text{e}\ P_2\Rightarrow Q
Dimostrazione per contronominale
Contronominale: ¬Q⇒⋯⇒¬P\text{Contronominale: } \neg Q\Rightarrow\cdots\Rightarrow\neg P
Dimostrazione per assurdo
Assurdo: P∧¬Q⇒⋯⇒R∧¬R\text{Assurdo: } P\land\neg Q\Rightarrow\cdots\Rightarrow R\land\neg R
Controesempio
Controesempio: un solo x0 con P(x0) vera e Q(x0) falsa\text{Controesempio: un solo } x_0\ \text{con } P(x_0)\ \text{vera e } Q(x_0)\ \text{falsa}
Pari e dispari
pari: n=2kdispari: n=2k+1\text{pari: } n=2k\qquad\text{dispari: } n=2k+1
Gli esempi non bastano
n2+n+41 primo per n≤39;402+40+41=412n^2+n+41\ \text{primo per } n\le 39;\quad 40^2+40+41=41^2

Un esempio svolto

Esercizio Negare l'affermazione: "tutti gli studenti hanno superato l'esame".

  1. L'affermazione ha forma ∀x P(x)\forall x\,P(x), con P(x)P(x) = "xx ha superato". La sua negazione non è "nessuno ha superato", errore comune: è "esiste almeno uno studente che non ha superato", cioè ∃x ¬P(x)\exists x\,\neg P(x).

Risultato La negazione corretta è "c'è almeno uno studente bocciato". Per smentire un "per ogni" basta un solo contro-esempio: ∀\forall si nega con ∃\exists.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Trattare come proposizioni frasi senza valore di verità (domande, opinioni, definizioni).
  • Compilare a occhio la colonna finale saltando le colonne delle sottoformule: è così che si perdono righe e si sbagliano le parentesi.
  • Confondere un'implicazione con la sua inversa: da «se P allora Q» dedurre «se Q allora P». Le due colonne della tabella differiscono proprio nelle righe in cui P e Q hanno valori diversi, quindi l'inversa è un enunciato nuovo e va dimostrata a parte.
  • Negare «per ogni xx vale PP» con «per ogni xx vale ¬P\neg P»: la negazione di «tutti» è «almeno uno no», non «nessuno».
  • Annunciare «dimostro per contronominale» e poi partire lo stesso da PP: la contronominale si dimostra assumendo ¬Q\neg Q e arrivando a ¬P\neg P. Se non riscrivi ipotesi e tesi prima di cominciare, quasi sempre finisci a dimostrare l'inversa Q⇒PQ\Rightarrow P, che è un altro enunciato.
  • Credere che p⇒qp\Rightarrow q sia falsa quando pp è falsa: da un'ipotesi falsa l'implicazione resta vera.
  • Confondere «soddisfacibile» con «tautologia»: una riga vera dice solo che la formula può essere vera, per la tautologia servono tutte le righe.
  • Credere che P => Q sia falsa quando l'ipotesi P è falsa: le due righe con P falsa danno implicazione vera, ed è il motivo per cui un enunciato la cui ipotesi non si realizza mai risulta vero a vuoto.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di logica e dimostrazioni è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Elementi di logicaUna proposizione è un'affermazione o vera o falsa; i connettivi (¬,∧,∨,⇒\neg,\land,\lor,\Rightarrow) la compongono e i quantificatori (∀,∃\forall,\exists) dicono "per ogni" ed "esiste". È la grammatica con cui la matematica ragiona.
  2. Tabelle di verità e tautologieGuardi una formula come ¬(p∧q)∨r\neg(p\land q)\lor r e ti chiedi se è vera. La domanda, così com'è, non ha risposta: dipende da pp, da qq e da rr. L'unica domanda sensata è un'altra: in quali casi è vera e in quali è falsa? La tabella di verità nasce per rispondere a questa, ed è una macchina onesta: non capisce niente di quello che stai dicendo, prova tutti i casi possibili e decide.
  3. L'implicazione: inversa, contraria, contronominaleTi chiedono di dimostrare che, per ogni naturale nn, se 3n+23n+2 è dispari allora nn è dispari. Parti dall'ipotesi, scrivi 3n+2=2k+13n+2=2k+1, isoli 3n=2k−13n=2k-1 e resti con una frazione da cui non sai ricavare niente su nn: sull'ipotesi non hai presa. Poi qualcuno ti fa notare che dimostrare «se nn è pari allora 3n+23n+2 è pari» costa due righe, e che è la stessa identica affermazione. Capire perché sia lecito girare un'implicazione, e in quale modo esatto girarla, è il contenuto di questa sezione.
  4. Quantificatori: per ogni, esiste, e come si negano«I numeri pari sono somma di due dispari.» Vera o falsa? La domanda è mal posta, perché la frase non dice se sta parlando di tutti i pari o solo di qualcuno: nel primo caso è un teorema, nel secondo è un'osservazione da mezza riga. Finché non dichiari quanti oggetti stai chiamando in causa, non hai ancora affermato niente. I quantificatori servono esattamente a questo, e la maggior parte degli enunciati che incontrerai alle superiori — definizione di limite compresa — non è altro che una catena di quantificatori.
  5. Come si dimostra: diretta, contronominale, assurdo, controesempioAlle superiori la richiesta cambia: non ti si chiede più se una formula funziona sui numeri che hai provato, ma di far vedere che vale sempre. E "sempre" quasi sempre significa su infiniti casi, che non puoi controllare uno per uno. Servono quindi delle mosse che sostituiscono la verifica con il ragionamento: sono poche, si riconoscono a occhio, e ognuna è una forma logica che hai già incontrato nelle sezioni precedenti.

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