Matematica · 1ª superiore

Monomi e polinomi: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

Fai un esercizio di monomi e polinomi con il tutor Gratis, senza registrarti. Il tutor non ti dà la risposta: ti ci porta.

Da dove si parte

Il monomio: coefficiente, parte letterale e grado

Immagina di dover contare oggetti che si assomigliano: tre mele, cinque quaderni. Il monomio nasce dalla stessa idea, ma usa le lettere per rappresentare quantità che non conosciamo ancora. È il "mattone" più semplice del calcolo letterale.

Un monomio è un'espressione fatta solo di moltiplicazioni tra un numero e delle lettere: −3a2b-3a^2b, 12x\frac{1}{2}x, oppure anche il solo numero 77. Ciò che lo caratterizza è l'assenza di somme, sottrazioni e divisioni per lettere: dentro un monomio non compaiono mai un ++ o un −- che separano pezzi diversi.

Ogni monomio ha due anime. Il coefficiente è la parte numerica, ci dice "quanti": in −3a2b-3a^2b il coefficiente è −3-3. La parte letterale è l'insieme delle lettere con i loro esponenti, a2ba^2b, e ci dice "di che tipo" è la quantità. Pensa alla parte letterale come a un'unità di misura: 5 kg5\,\text{kg} e 3 kg3\,\text{kg} si possono sommare perché sono la stessa cosa; 5 kg5\,\text{kg} e 3 m3\,\text{m} no. Vale lo stesso per 5a2b5a^2b e 3a2b3a^2b.

Il grado misura quanto è "pieno" di lettere il monomio: è la somma degli esponenti di tutte le lettere. In −3a2b-3a^2b il grado è 2+1=32+1=3. Perché ci interessa? Perché il grado governa il comportamento del monomio: un termine di grado alto cresce molto più in fretta al crescere delle variabili, ed è per questo che, ordinando un polinomio, guardiamo proprio i gradi.

Un'ultima idea utile: si dice che un monomio è ridotto a forma normale quando le lettere uguali sono state raccolte in un'unica potenza (scriviamo a2a^2, non a⋅aa\cdot a). È la forma "pettinata", quella in cui coefficiente, parte letterale e grado si leggono a colpo d'occhio.

Le formule che servono

Grado di un monomio
deg⁡(a xmyn)=m+n\deg(a\,x^m y^n) = m + n
Prodotto di monomi
(a xm)(b xn)=ab xm+n(a\,x^m)(b\,x^n) = ab\,x^{m+n}
Quoziente di monomi
a xmb xn=ab xm−n\dfrac{a\,x^m}{b\,x^n} = \dfrac{a}{b}\,x^{m-n}
Potenza di un monomio
(a xm)n=an xmn(a\,x^m)^n = a^n\,x^{mn}
Somma di monomi simili
a xm+b xm=(a+b) xma\,x^m + b\,x^m = (a+b)\,x^m
Prodotto di un monomio per un polinomio
a (b+c+d)=ab+ac+ada\,(b + c + d) = ab + ac + ad
Quadrato di binomio
(a+b)2=a2+2ab+b2(a+b)^2 = a^2 + 2ab + b^2
Cubo di binomio
(a+b)3=a3+3a2b+3ab2+b3(a+b)^3 = a^3 + 3a^2 b + 3ab^2 + b^3
Somma per differenza
(a+b)(a−b)=a2−b2(a+b)(a-b) = a^2 - b^2
Quadrato di trinomio
(a+b+c)2=a2+b2+c2+2ab+2ac+2bc(a+b+c)^2 = a^2 + b^2 + c^2 + 2ab + 2ac + 2bc

Un esempio svolto

Esercizio Sviluppa e semplifica l'espressione (2x+3)2−(2x+3)(2x−3)(2x + 3)^2 - (2x + 3)(2x - 3).

  1. Sviluppo il primo termine con il quadrato di binomio: (2x+3)2=(2x)2+2⋅2x⋅3+32=4x2+12x+9(2x+3)^2 = (2x)^2 + 2\cdot 2x \cdot 3 + 3^2 = 4x^2 + 12x + 9.
  2. Sviluppo il secondo termine con la somma per differenza: (2x+3)(2x−3)=(2x)2−32=4x2−9(2x+3)(2x-3) = (2x)^2 - 3^2 = 4x^2 - 9.
  3. Sostituisco nell'espressione, facendo attenzione al segno meno davanti alla parentesi: 4x2+12x+9−(4x2−9)4x^2 + 12x + 9 - (4x^2 - 9).
  4. Tolgo la parentesi cambiando i segni: 4x2+12x+9−4x2+94x^2 + 12x + 9 - 4x^2 + 9.
  5. Sommo i monomi simili: 4x2−4x2=04x^2 - 4x^2 = 0 e 9+9=189 + 9 = 18, quindi resta 12x+1812x + 18.

Risultato 12x+1812x + 18

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Confondere il grado con il coefficiente: il grado somma gli esponenti, non guarda il numero davanti.
  • Sommare monomi non simili, per esempio scrivere 2a+3b=5ab2a+3b=5ab: è l'errore più classico.
  • Dire che il grado è la somma dei gradi dei termini: è il massimo, non la somma.
  • Non distribuire il segno meno a tutti i termini della parentesi che si sottrae.
  • Scrivere (a+b)2=a2+b2(a+b)^2=a^2+b^2 dimenticando il doppio prodotto 2ab2ab: è l'errore più diffuso.
  • Dimenticare l'esponente 11 sottinteso: in bb l'esponente è 11 e conta nel grado.
  • Moltiplicare gli esponenti quando si somma o sommarli quando si moltiplica: nella somma la parte letterale non si tocca.
  • Lasciare termini simili non sommati e credere che il polinomio sia già ridotto.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di monomi e polinomi è divisa in 5 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Il monomio: coefficiente, parte letterale e gradoUn monomio è un prodotto di numeri e lettere, senza addizioni né sottrazioni: es. −3a2b-3a^2b. Ha un coefficiente (la parte numerica), una parte letterale (le lettere con i loro esponenti) e un grado, cioè la somma degli esponenti delle lettere.
  2. Operazioni tra monomiQui si scopre una regola che sorprende: sommare monomi è più difficile che moltiplicarli. Sembra il contrario, ma c'è un motivo profondo, e ha a che fare con il significato delle lettere.
  3. Il polinomio: somma di monomiSe il monomio è un mattone, il polinomio è un piccolo muro: più mattoni messi insieme con dei ++ e dei −-. Da qui in poi la matematica delle lettere inizia a somigliare a quella dei numeri veri.
  4. Somma, differenza e prodotto di polinomiCon i polinomi torniamo su un territorio familiare: sommarli e moltiplicarli segue le stesse leggi dell'aritmetica di sempre. Cambia solo che, al posto delle cifre, abbiamo termini con le lettere.
  5. I prodotti notevoliCerti prodotti compaiono così spesso che sarebbe uno spreco rifarli ogni volta con la distributiva. I prodotti notevoli sono le "formule pronte" che nascono da quei calcoli ricorrenti: impararli è come riconoscere una melodia invece di leggerla nota per nota.

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Un esercizio vero di monomi e polinomi, corretto un passo alla volta.

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