Matematica · 3ª superiore
Equazioni di grado superiore: come si fa, formule ed esempio svolto
Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.
Da dove si parte
Che cos'è un'equazione
Prima di imparare a risolvere le equazioni, dobbiamo capire bene che cosa stiamo guardando. Un'equazione non è un calcolo da eseguire: è una domanda travestita da uguaglianza.
Partiamo da un'immagine. Quando scrivi , non stai affermando che il membro di sinistra è uguale a quello di destra: stai facendo una domanda. La domanda è: per quali valori di questa uguaglianza diventa vera?
Questo è il cuore di tutto. Un'equazione è un'uguaglianza condizionata: contiene una lettera, l'incognita, che rappresenta un numero ancora sconosciuto. A seconda del numero che mettiamo al posto della lettera, l'uguaglianza può risultare vera oppure falsa.
Nel nostro esempio, se provi ottieni , vero. Se provi ottieni , falso. Il valore che rende vera l'uguaglianza si chiama soluzione (o radice) dell'equazione. Tutte le soluzioni, raccolte insieme, formano l'insieme delle soluzioni .
È importante distinguere l'equazione dall'identità. Anche è un'uguaglianza con una lettera, ma qui succede una cosa diversa: è vera qualunque numero tu metta al posto di . Non c'è nessuna condizione da soddisfare, perché i due membri sono la stessa espressione scritta in due modi. Più che una domanda, è un'affermazione sempre vera. La differenza non è nella forma, ma nel perché è vera: l'equazione è vera per selezione, l'identità per costruzione.
Questo però non taglia fuori l'identità dal mondo delle equazioni: anzi, un'identità si può leggere benissimo come un'equazione il cui insieme delle soluzioni è formato da tutti i valori per cui le due espressioni hanno senso. Non è un oggetto di un'altra specie: è il caso limite in cui la "selezione" non scarta nessuno. Tienilo a mente, perché chiude il cerchio: identità ed equazione non sono in contrapposizione, l'una è un caso particolarissimo dell'altra.
Da qui nasce una classificazione naturale, basata su quanti elementi ha :
- Un'equazione è determinata quando ha un numero finito di soluzioni (per esempio una sola). È il caso più comune e quello che cerchiamo.
- È indeterminata quando è soddisfatta da infiniti valori: al limite, da tutti. Un'identità è proprio il caso estremo di equazione indeterminata, quella in cui coincide con l'intero insieme dei valori ammessi.
- È impossibile quando nessun valore la rende vera, e quindi (insieme vuoto). Pensa a : chiede un numero che, aumentato di , dia lo stesso risultato di quando lo aumenti di . Non esiste.
Tienine il senso profondo: classificare un'equazione vuol dire fotografare la sua "popolazione" di soluzioni, non descrivere quanto è difficile da risolvere.
Le formule che servono
Un esempio svolto
Esercizio Risolvi l'equazione di secondo grado e poi determina per quali valori di vale la disequazione .
- Identifico i coefficienti: , , .
- Calcolo il discriminante: . Poiché ci sono due soluzioni reali distinte.
- Applico la formula risolutiva: , da cui e .
- Verifica con Viète: e . Tornano.
- Per la disequazione con : la parabola è positiva all'esterno delle radici, quindi la soluzione è .
Risultato Soluzioni dell'equazione: , . Soluzione della disequazione: .
Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.
Gli errori tipici
- Confondere identità ed equazione: pensare che ogni uguaglianza con una lettera abbia "una soluzione da trovare". L'identità è vera sempre, e come equazione ha per soluzioni tutti i valori del dominio.
- Pensare che il trasporto sia una regola a sé: è solo il primo principio. Capirlo evita errori di segno.
- Iniziare a risolvere senza prima scrivere le condizioni di esistenza: è la causa numero uno delle soluzioni estranee.
- Saltare la verifica nelle fratte e nelle irrazionali: è proprio lì che si annidano le soluzioni estranee.
- Credere che impossibile significhi "non sono capace di risolverla": significa che è vuoto, è una proprietà dell'equazione, non tua.
- Dividere entrambi i membri per un'espressione con l'incognita (es. dividere per ) senza accorgersi di poter dividere per zero: così si perde la soluzione .
- Confondere il grado con il numero di soluzioni effettive: il grado dà il numero massimo, non quello certo.
- Fare la verifica sull'equazione già trasformata invece che su quella originale: un intruso passerebbe il controllo, perché è stato quel passaggio a crearlo.
Come lo insegna Atlante
Nell’app la teoria di equazioni di grado superiore è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.
- Che cos'è un'equazioneUn'equazione è un'uguaglianza tra due espressioni che è vera solo per certi valori dell'incognita; risolverla significa scoprire quali. Diversa dall'identità, vera sempre.
- Equazioni equivalenti e principiRisolvere un'equazione significa trasformarla in una più semplice senza cambiare le sue soluzioni. Ma quali trasformazioni sono lecite? La risposta sta nel concetto di equivalenza.
- Classificazione e dominioNon tutte le equazioni si comportano allo stesso modo: dove compare l'incognita cambia tutto. Da qui nasce la classificazione, e con essa l'idea decisiva di dominio.
- Risolvere e verificareMettiamo insieme tutto. Risolvere non è solo "trovare il numero": è trovare i valori giusti dentro il dominio giusto, e poi controllare di non aver raccolto intrusi.
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