Matematica · 3ª superiore

Iperbole: come si fa, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

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Da dove si parte

L'iperbole come luogo

Per capire davvero l'iperbole conviene metterla a confronto con l'ellisse. Nell'ellisse fissiamo due punti, i fuochi, e cerchiamo tutti i punti la cui somma delle distanze è costante: il risultato è una curva chiusa. Nell'iperbole cambiamo una sola parola, ma cambia tutto: al posto della somma mettiamo la differenza. È da questo piccolo scambio che nasce una curva completamente diversa, aperta e composta da due parti.

Partiamo dall'idea fondamentale. Fissiamo nel piano due punti, F1F_1 e F2F_2, che chiamiamo fuochi. L'iperbole è l'insieme di tutti i punti PP tali che il valore assoluto della differenza delle loro distanze dai due fuochi sia un numero costante.

In simboli, indicando con d1=PF1‾d_1 = \overline{PF_1} e d2=PF2‾d_2 = \overline{PF_2}, la condizione è

∣d1−d2∣=2a|d_1 - d_2| = 2a

dove 2a2a è la costante assegnata (positiva e minore della distanza tra i fuochi).

Fermiamoci a riflettere sul perché compaia il valore assoluto. La differenza d1−d2d_1 - d_2, senza valore assoluto, può essere positiva o negativa: è positiva per i punti più vicini a F2F_2 e negativa per quelli più vicini a F1F_1. Mettendo il valore assoluto stiamo dicendo "non mi importa quale fuoco sia il più vicino, mi interessa solo di quanto una distanza supera l'altra". Ecco perché l'iperbole ha due rami simmetrici: un ramo raccoglie i punti per cui d1−d2=+2ad_1 - d_2 = +2a (più vicini a un fuoco), l'altro quelli per cui d1−d2=−2ad_1 - d_2 = -2a (più vicini all'altro).

C'è poi una condizione di esistenza che ha un significato geometrico bellissimo. Per la disuguaglianza triangolare, in un triangolo la differenza di due lati è sempre minore del terzo lato. Applicandola al triangolo PF1F2PF_1F_2, la differenza delle distanze dai fuochi non può mai superare la distanza F1F2‾=2c\overline{F_1F_2} = 2c tra i fuochi. Deve quindi essere 2a<2c2a < 2c, cioè a<ca < c. È esattamente il contrario dell'ellisse (dove invece a>ca > c): e questo "ribaltamento" è la firma dell'iperbole.

Il punto medio del segmento F1F2F_1F_2 è il centro della curva, e i due rami si allontanano indefinitamente da esso. A differenza dell'ellisse, l'iperbole non è limitata: i suoi rami proseguono all'infinito, avvicinandosi sempre più a due rette particolari di cui parleremo nella prossima sezione.

Le formule che servono

Equazione canonica (fuochi asse x)
x2a2−y2b2=1\frac{x^2}{a^2} - \frac{y^2}{b^2} = 1
Equazione canonica (fuochi asse y)
x2a2−y2b2=−1\frac{x^2}{a^2} - \frac{y^2}{b^2} = -1
Relazione fuochi-semiassi
c2=a2+b2c^2 = a^2 + b^2
Coordinate dei fuochi (asse x)
F1(−c, 0),F2(c, 0)F_1(-c,\,0), \quad F_2(c,\,0)
Eccentricita
e=ca>1e = \frac{c}{a} > 1
Asintoti
y=±ba xy = \pm \frac{b}{a}\,x
Definizione (differenza distanze)
∣PF1−PF2∣=2a\left| PF_1 - PF_2 \right| = 2a
Iperbole equilatera
x2−y2=a2x^2 - y^2 = a^2
Iperbole equilatera riferita agli asintoti
xy=kxy = k

Un esempio svolto

Esercizio Data l'iperbole di equazione x216−y29=1\dfrac{x^2}{16} - \dfrac{y^2}{9} = 1, determina i vertici, i fuochi, l'eccentricita e le equazioni degli asintoti.

  1. Dall'equazione canonica leggo a2=16a^2 = 16 e b2=9b^2 = 9, quindi a=4a = 4 e b=3b = 3. I fuochi sono sull'asse xx perche il termine in x2x^2 e positivo.
  2. I vertici (reali) si trovano sull'asse xx: V1(−4, 0)V_1(-4,\,0) e V2(4, 0)V_2(4,\,0).
  3. Calcolo cc usando c2=a2+b2=16+9=25c^2 = a^2 + b^2 = 16 + 9 = 25, da cui c=5c = 5. I fuochi sono F1(−5, 0)F_1(-5,\,0) e F2(5, 0)F_2(5,\,0).
  4. L'eccentricita e e=ca=54=1,25>1e = \dfrac{c}{a} = \dfrac{5}{4} = 1{,}25 > 1, come deve essere per ogni iperbole.
  5. Gli asintoti hanno equazione y=±ba x=±34 xy = \pm \dfrac{b}{a}\,x = \pm \dfrac{3}{4}\,x.

Risultato Vertici V1(−4,0)V_1(-4,0), V2(4,0)V_2(4,0); fuochi F1(−5,0)F_1(-5,0), F2(5,0)F_2(5,0); eccentricita e=54e = \dfrac{5}{4}; asintoti y=±34xy = \pm \dfrac{3}{4}x.

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Gli errori tipici

  • Confondere iperbole ed ellisse: nell'ellisse è costante la somma delle distanze, nell'iperbole la differenza (in valore assoluto).
  • Usare la relazione dell'ellisse c2=a2−b2c^2 = a^2 - b^2: per l'iperbole è c2=a2+b2c^2 = a^2 + b^2 (cc è l'ipotenusa, sempre il più grande).
  • Pensare che y=kxy = \frac{k}{x} sia "un'altra curva": è un'iperbole equilatera vista coi propri asintoti come assi.
  • Dimenticare la condizione ad−bc≠0ad - bc \ne 0: se è nulla, la frazione si semplifica e il grafico degenera in una retta orizzontale, non un'iperbole.
  • Dimenticare il valore assoluto: senza di esso si descriverebbe un solo ramo, non l'intera iperbole.
  • Credere che bb sia un semiasse "reale": l'iperbole non interseca affatto l'asse yy; bb serve a costruire gli asintoti.
  • Dimenticare che equilatera significa a=ba = b e quindi asintoti perpendicolari, non semplicemente "uguali" in qualche generico senso.
  • Cercare il centro nell'origine: nella funzione omografica il centro è traslato in (−dc, ac)\left(-\frac{d}{c},\, \frac{a}{c}\right), l'incrocio dei due asintoti.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di iperbole è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. L'iperbole come luogoL'iperbole è il luogo dei punti del piano per cui è costante il valore assoluto della differenza delle distanze da due punti fissi, i fuochi: ∣d1−d2∣=2a|d_1 - d_2| = 2a. Ne nascono due rami.
  2. Equazione, asintoti, eccentricitàAdesso traduciamo la definizione geometrica in algebra. Se mettiamo i fuochi simmetrici rispetto all'origine sull'asse xx, cioè F1(−c,0)F_1(-c,0) e F2(c,0)F_2(c,0), e imponiamo la condizione ∣d1−d2∣=2a|d_1 - d_2| = 2a, dopo qualche passaggio otteniamo un'equazione pulitissima. Quello che voglio farti notare non sono i calcoli, ma il significato dei numeri che vi compaiono.
  3. Iperbole equilatera e xy=kC'è un caso particolare di iperbole che incontri continuamente, spesso senza riconoscerlo: è quello in cui a=ba = b. Lo si chiama iperbole equilatera, ed è speciale perché possiede una simmetria in più. Quando poi la guardiamo dal punto di vista "giusto", riappare un vecchio amico della scuola media: la proporzionalità inversa.
  4. La funzione omograficaArriviamo all'ultima tappa, che unifica tutto. Hai visto che y=kxy = \frac{k}{x} è un'iperbole equilatera centrata nell'origine. E se al posto del semplice xx a denominatore comparisse un'espressione di primo grado, e anche al numeratore? Si ottiene la funzione omografica, e la sorpresa è che è ancora un'iperbole equilatera: solo, spostata dall'origine.

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