Fisica · 3ª superiore

Quantità di moto e urti: spiegazione, formule ed esempio svolto

Qui trovi la spiegazione, le formule che servono e un esempio svolto. Quando hai capito, fai un esercizio vero con il tutor di Atlante: ti fa la domanda giusta finché ci arrivi tu, e se sbagli ti dice dove, non cosa scrivere.

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La spiegazione

Che cos'e la quantita di moto

La quantita di moto misura quanto "e in movimento" un corpo, tenendo conto sia di quanto e veloce sia di quanto e pesante. Si definisce come p⃗=m⋅v⃗\vec{p}=m\cdot\vec{v}, dove mm e la massa in kg e v⃗\vec{v} la velocita in m/s, quindi si misura in kg⋅m/s\mathrm{kg\cdot m/s}. Intuitivamente, un TIR lento e un'utilitaria veloce possono avere la stessa quantita di moto: tanta massa con poca velocita "pesa" quanto poca massa con tanta velocita. E importante che sia una grandezza vettoriale, cioe ha anche una direzione e un verso: la quantita di moto di un corpo che va a destra e diversa da quella dello stesso corpo che va a sinistra. Questo "di piu di un corpo in moto" e proprio cio che rende difficile fermarlo o deviarlo.

L'impulso: come si cambia la quantita di moto

Per cambiare la quantita di moto di un corpo serve una forza che agisce per un certo tempo: questa combinazione si chiama impulso, J⃗=F⃗⋅Δt\vec{J}=\vec{F}\cdot\Delta t, e si misura in N⋅s\mathrm{N\cdot s}. Il punto chiave (il teorema dell'impulso) e che l'impulso e esattamente uguale alla variazione di quantita di moto: J⃗=Δp⃗\vec{J}=\Delta\vec{p}. Questo spiega perche per fermare una palla veloce devi applicare una forza per un po' di tempo, e perche allungare quel tempo riduce la forza in gioco. E il motivo per cui piegando le gambe quando atterri, o grazie agli airbag, ti fai meno male: la stessa variazione di quantita di moto, distribuita su un tempo piu lungo, richiede una forza piu piccola. Forza grande per poco tempo o forza piccola per molto tempo possono produrre lo stesso impulso.

La conservazione della quantita di moto

Quando due corpi interagiscono solo tra loro (per esempio si urtano) e non ci sono forze esterne che contano, la quantita di moto totale del sistema non cambia: e quello che si chiama il principio di conservazione della quantita di moto. In formula, p⃗prima=p⃗dopo\vec{p}_{\text{prima}}=\vec{p}_{\text{dopo}}: la somma delle quantita di moto prima dell'urto e uguale alla somma dopo. La ragione profonda e il principio di azione e reazione: i due corpi si spingono con forze uguali e opposte, quindi cio che uno guadagna l'altro lo perde, e il totale resta invariato. E come passarsi una palla pesante stando su pattini: chi la lancia rincula indietro, perche il "movimento totale" del sistema deve restare quello di partenza. Attenzione: si conserva la somma vettoriale, quindi vanno considerati direzione e verso, non solo i numeri.

Urti elastici e anelastici

Negli urti la quantita di moto totale si conserva sempre, ma cambia il destino dell'energia di movimento (l'energia cinetica Ec=12mv2E_c=\tfrac{1}{2}mv^2, in joule J\mathrm{J}). In un urto elastico l'energia cinetica si conserva: i corpi rimbalzano senza "sprecare" energia, come due palle da biliardo o due carrelli con respingenti a molla. In un urto anelastico, invece, parte dell'energia cinetica si trasforma in calore, deformazione o suono, quindi va persa come movimento; il caso estremo e l'urto completamente anelastico, in cui i corpi restano attaccati e proseguono insieme (pensa a due vagoni che si agganciano o al pongo che si appiccica al muro). In tutti i casi resta vero p⃗prima=p⃗dopo\vec{p}_{\text{prima}}=\vec{p}_{\text{dopo}}: e l'energia, non la quantita di moto, a fare la differenza tra i due tipi di urto.

Le formule che servono

Quantità di moto
p⃗=m v⃗\vec{p} = m\,\vec{v}
Impulso di una forza
J⃗=F⃗ Δt\vec{J} = \vec{F}\,\Delta t
Teorema dell'impulso
J⃗=Δp⃗=mv⃗f−mv⃗i\vec{J} = \Delta \vec{p} = m\vec{v}_f - m\vec{v}_i
Conservazione (sistema isolato)
p⃗i=p⃗f\vec{p}_i = \vec{p}_f
Urto generico (1D)
m1v1i+m2v2i=m1v1f+m2v2fm_1 v_{1i} + m_2 v_{2i} = m_1 v_{1f} + m_2 v_{2f}
Urto perfettamente anelastico
m1v1i+m2v2i=(m1+m2) vfm_1 v_{1i} + m_2 v_{2i} = (m_1 + m_2)\,v_f
Urto elastico: energia cinetica
12m1v1i2+12m2v2i2=12m1v1f2+12m2v2f2\tfrac{1}{2}m_1 v_{1i}^2 + \tfrac{1}{2}m_2 v_{2i}^2 = \tfrac{1}{2}m_1 v_{1f}^2 + \tfrac{1}{2}m_2 v_{2f}^2
Velocità finali urto elastico (1D)
v1f=m1−m2m1+m2 v1i+2m2m1+m2 v2iv_{1f} = \frac{m_1 - m_2}{m_1 + m_2}\,v_{1i} + \frac{2 m_2}{m_1 + m_2}\,v_{2i}

Un esempio svolto

Esercizio Un vagone di massa m1=2000 kgm_1 = 2000\ \text{kg} viaggia su un binario rettilineo alla velocità v1i=3,0 m/sv_{1i} = 3{,}0\ \text{m/s} e urta un secondo vagone fermo di massa m2=4000 kgm_2 = 4000\ \text{kg}. Dopo l'urto i due vagoni restano agganciati e procedono insieme. Quanto vale la loro velocità comune vfv_f subito dopo l'urto? Verifica inoltre quanta energia cinetica viene dissipata.

  1. L'urto è perfettamente anelastico (i corpi restano uniti). Sul sistema dei due vagoni non agiscono forze esterne lungo il binario, quindi si conserva la quantità di moto totale: m1v1i+m2v2i=(m1+m2) vfm_1 v_{1i} + m_2 v_{2i} = (m_1 + m_2)\,v_f.
  2. Il secondo vagone è fermo, quindi v2i=0v_{2i} = 0. Sostituendo i dati: 2000⋅3,0+4000⋅0=(2000+4000) vf2000 \cdot 3{,}0 + 4000 \cdot 0 = (2000 + 4000)\,v_f, cioè 6000 kg⋅m/s=6000 kg⋅vf6000\ \text{kg·m/s} = 6000\ \text{kg} \cdot v_f.
  3. Ricavo la velocità comune: vf=6000 kg⋅m/s6000 kg=1,0 m/sv_f = \dfrac{6000\ \text{kg·m/s}}{6000\ \text{kg}} = 1{,}0\ \text{m/s}, nello stesso verso del moto iniziale.
  4. Energia cinetica iniziale: Ei=12m1v1i2=12⋅2000⋅(3,0)2=9000 JE_i = \tfrac{1}{2} m_1 v_{1i}^2 = \tfrac{1}{2}\cdot 2000 \cdot (3{,}0)^2 = 9000\ \text{J}.
  5. Energia cinetica finale: Ef=12(m1+m2)vf2=12⋅6000⋅(1,0)2=3000 JE_f = \tfrac{1}{2}(m_1 + m_2) v_f^2 = \tfrac{1}{2}\cdot 6000 \cdot (1{,}0)^2 = 3000\ \text{J}.
  6. Energia dissipata (in deformazione e calore): ΔE=Ei−Ef=9000−3000=6000 J\Delta E = E_i - E_f = 9000 - 3000 = 6000\ \text{J}. La quantità di moto si conserva, ma l'energia cinetica no: è tipico degli urti anelastici.

Risultato La velocità comune dopo l'urto è vf=1,0 m/sv_f = 1{,}0\ \text{m/s}; l'energia cinetica dissipata è ΔE=6000 J\Delta E = 6000\ \text{J} (su 9000 J9000\ \text{J} iniziali).

Nell’app l’esempio lo svolgi tu: il tutor controlla ogni passo e, se sbagli, ti dice dove.

Come lo insegna Atlante

Nell’app la teoria di quantità di moto e urti è divisa in 4 sezioni, con un grafico interattivo da muovere. Ogni passaggio si può chiedere al tutor, che spiega il perché prima del come.

  1. Che cos'e la quantita di moto
  2. L'impulso: come si cambia la quantita di moto
  3. La conservazione della quantita di moto
  4. Urti elastici e anelastici

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